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Carlo Olmo

Città e democrazia

Per una critica delle parole e delle cose

Saggi. Natura e artefatto
2018, pp. VIII-176

ISBN: 9788868437817
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Scheda libro

Il rapporto tra città e democrazia segna la storia dell’umanità, almeno per quella parte che si riconosce nelle sue matrici greche e giudaiche. Lo segna sino ad oggi. Una storia in cui le due parole hanno assunto nel tempo significati diversi, sino ad arrivare a divergere. La parola «democrazia» conosce una crisi legata alla perdita di rapporto con lo spazio e con il limite, concetti che erano a fondamento di altri due termini chiave: rappresentanza e cittadinanza. La parola «città» ha mutato i significati di luoghi topici della democrazia, come la piazza e, per la storia della modernità, i luoghi dell’industria, svuotati e diventati un problema e insieme un’occasione per altre fondamentali «parole» che segnano quel rapporto: ricostruzione, rigenerazione, vuoto e lutto. Non solo. A mutare la relazione tra città e democrazia è intervenuto un fenomeno assai complesso: il ruolo che memoria e identità hanno assunto, almeno dal 1989, nelle politiche urbane e in quelle territoriali. Sono i musei e i luoghi riconosciuti come patrimoni, spesso universali, a guidare le politiche di rigenerazione, intesa quale dimensione di consumo, insieme turistico e culturale, delle città. Le diseguaglianze crescenti prodotte dalla diffusione, in tutto il mondo, di modelli di «comunità chiuse», sembra si vogliano pacificare attraverso una memoria che è in realtà costruita e narrata su conflitti e divisioni, è popolata di mura, reali e metaforiche. Carlo Olmo offre in questo libro gli spunti di una riflessione critica sulle parole, sui temi e sugli attori della condizione urbana contemporanea. In particolare su un tema chiave nella crisi della democrazia nelle forme occidentali: il rapporto tra le competenze e la cittadinanza, tra le competenze, l’autorità e la decisione.

Autore

Carlo Olmo

Carlo Olmo è stato preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino dal 2000 al 2007. Ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, al Mit di Boston e in numerose università straniere. Ha iniziato a scrivere su Le Corbusier dal 1975 (con Roberto Gabetti, Le Corbusier e «L’Esprit Nouveau», Einaudi) e vi è tornato, di recente, con Susanna Caccia nel volume La Villa Savoye. Icona, rovina, restauro (Donzelli, 2016). È autore, per i tipi della Donzelli, dei suoi libri più recenti, Architettura e Novecento (2010) e Architettura e storia (2013).

Recensioni
Cristina Bianchetti, Città bene comunce, 05/10/2018

Lo spazio in cui ci si rende visibili...

Francesco Erbani, La Repubblica, 16/07/2018

SE LA CITTÀ SMARRISCE I SUOI TRATTI DEMOCRATICI

Giuseppe Salvaggiulo, La Stampa, 10/07/2018

"DEMOCRAZIA IN BILICO PER I CONFLITTI DENTRO LE METROPOLI"

Alessandro Barile, Alias - Il Manifesto, 07/07/2018

IL RAPPORTO TRA METROPOLI E CITTADINO

Alessandro Barile, Alias (Il Manifesto), 07/07/2018

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