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Raffaele Bedarida

Corrado Cagli

La pittura, l'esilio, l'America (1938-1947)

Prefazione di Enrico Crispolti. Presentazione di Paolo Marzotto

Saggi. Storia e scienze sociali
2018, pp. XXVI-294, con 16 illustrazioni a colori

ISBN: 9788868437329
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Scheda libro

Quando Corrado Cagli, pittore affermato e figura di spicco della Scuola di Roma, sceglie l’esilio, ha solo 28 anni, ma ha già alle spalle una carriera brillante: ha esposto tra l’altro alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Nel 1938 la dittatura irrigidisce il suo volto e Cagli, ebreo e aperto al dialogo con le avanguardie internazionali, diventa un bersaglio per il regime, deciso a importare in Italia la campagna nazista contro l’arte degenerata. Cagli espatria quindi negli Stati Uniti, dove resterà fino al 1947. Saranno, questi, anni cruciali per lui, dal punto di vista personale e artistico: allo scoppio della guerra si arruola nell’esercito americano e torna in Europa a combattere, documentando l’esperienza con una serie drammatica di disegni; approfondisce la tecnica dei murali, confrontandosi con la scuola messicana allora in auge negli Stati Uniti; acquistati dal MoMA, i disegni di guerra gli procurano la prestigiosa Guggenheim Fellowship; lavora quindi per la neonata Ballet Society di Balanchine. Vicino alla rivista «View» e al suo ambiente surrealista, Cagli inoltre porta avanti una ricerca spaziale che lo condurrà ai disegni astratti sulla «quarta dimensione». Un decennio nomade, quello di Cagli, e finora poco conosciuto, ricostruito in questo studio grazie a un approfondito lavoro di scavo in un ricco materiale inedito, iconografico e testuale, in gran parte pubblicato qui per la prima volta. Un esilio come un cammino di trasformazione, che gli consente di sviluppare appieno la sua poetica: l’arte come ricerca, che matura attraverso percorsi paralleli e una molteplicità di linguaggi e contenuti; un’arte multidirezionale, apparentemente schizofrenica, di respiro internazionale. Come osserva Enrico Crispolti nella Prefazione, sarà proprio questa complessità, questa novità straordinaria – difficile da comprendere nel clima settario e fazioso del dopoguerra italiano – la ragione profonda, malcelata sotto critiche di carattere ideologico e politico, dell’ostracismo subito da Cagli una volta tornato in Italia, un ostracismo che su di lui peserà quasi come un nuovo esilio, questa volta in patria.

Autori

Raffaele Bedarida

Raffaele Bedarida è professore di Storia dell’arte all’università Cooper Union di New York. La sua ricerca più recente è dedicata allo scambio artistico tra Italia e Stati Uniti a partire dagli anni trenta del secolo scorso, con particolare attenzione all’intreccio tra arte, politica, diplomazia e costruzione dell’identità nazionale. Autore di Bepi Romagnoni. Il nuovo racconto, 1961-1964 (Silvana Editoriale, 2005), ha pubblicato numerosi saggi in Europa e in America su artisti e intellettuali come Afro, Brin, Celant, Depero, Fontana, Kiesler, Lewis, Oppenheim, Scarpitta e Venturi.

Renato Camurri

Renato Camurri insegna Storia dell’Europa contemporanea all’Università di Verona. Negli ultimi anni le sue ricerche si sono orientate verso lo studio del fenomeno dell’esilio e delle migrazioni culturali dall’Europa verso gli Stati Uniti tra le due guerre. È stato visiting fellow presso varie istituzioni scientifiche e accademiche americane, tra cui la Harvard University. Tra i lavori più recenti dedicati a quest’ambito di ricerca si segnalano il volume Franco Modigliani. L’Italia vista dall’America. Riflessioni e battaglie di un esule (Bollati Boringhieri, 2010), il fascicolo 5 del «Journal of Modern Italian Studies», 2010, Mussolini’s Gifts. Exiles from Fascist Italy, di cui è stato curatore e autore, la cura del volume Max Ascoli. Antifascista, intellettuale, giornalista (Franco Angeli, 2012) e delle Lettere americane (1927-1949) di Gaetano Salvemini (Donzelli, 2015). È tra i fondatori e coordinatori dell’annuale Gaetano Salvemini Colloquium in Italian History and Culture, Harvard University.

Italiani dall’esilio

L’esilio è un fenomeno che ha interessato tutte le società antiche e moderne: da quella romana a quelle medievali e rinascimentali fino ad arrivare al Settecento e all’Ottocento con le conseguenze prodotte dalla Rivoluzione francese e dalle rivoluzioni «borghesi». Nessuna di queste esperienze è tuttavia comparabile con l’esilio novecentesco provocato dai grandi rivolgimenti sociali e politici che hanno segnato il secolo scorso. Lo scopo della collana, promossa con il generoso sostegno di Paolo Marzotto, è quello di ricostruire storie, individuali e collettive, di uomini e donne vittime delle persecuzioni politiche e razziali messe in atto dai grandi regimi totalitari: storie quasi sempre avventurose e drammatiche. Con i protagonisti di queste vicende, si muovono anche idee, saperi, competenze e sensibilità artistiche. Oltre alle storie degli esuli, la collana vuole dunque ricostruire il flusso di conoscenze che nella prima metà del Novecento si muove prima entro i confini europei e poi tra le due sponde dell’Atlantico.

Recensioni
Francesca Puliga, Altreitalie, n.58, 12/02/2020

Corrado Cagli. La pittura, l'esilio, l'America

Rosalind McKever, Art History, 01/11/2019

Made in Italy

Lorenzo Fiorucci, ContemporArt, 01/03/2019

Corrado Cagli. La pittura, l'esilio, l'America

Alberto Cellotto, Librobreve, 18/10/2018

Intervista a Raffaele Bedarida

Primo Levi Center, 25/09/2018

CORRADO CAGLI, THE AMERICAN YEARS

Davide Colombo, La Biblioteca di via Senato - Milano, 01/06/2018

L'America di Corrado Cagli

Ilaria Bernardi, Alias - Il Manifesto, 25/03/2018

ESILIO AMERICANO DI UN MAESTRO DISOMOGENEO