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Annacarla Valeriano

Malacarne

Donne e manicomio nell'Italia fascista

Saggi. Storia e scienze sociali
2017, pp. VI-220

ISBN: 9788868436957
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Scheda libro

A quarant’anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomi, riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze. In questo libro sono soprattutto donne vissute negli anni del regime fascista: figure segnate dal medesimo stigma di diversità che, con le sue ombre, ha percorso a lungo la società, infiltrandosi fin dentro i primi anni del l’Italia repubblicana. All’istituzione psichiatrica fu consegnata, dall’ideologia e dalla pratica «clinica» del fascismo, la «malacarne» costituita da coloro che non riuscivano a fondersi nelle prerogative dello Stato. Su queste presunte anomalie della femminilità, il dispositivo disciplinare applicò la terapia della reclusione, con la pretesa di liberarle da tutte quelle condotte che confliggevano con le rigide regole della comunità di allora. La possibilità di avvalersi del manicomio al fine di medicalizzare e diagnosticare in tempo «gli errori della fabbrica umana» non fece che trasformare l’assistenza psichiatrica in un capitolo ulteriore della politica sanitaria del regime, orientata alla difesa della razza e alla realizzazione di obiettivi di politica demografica, attraverso l’eliminazione dalla società dei «mediocri della salute», dei «mediocri del pensiero» e dei «mediocri della sfera morale». Fu così che finirono in manicomio non solo le donne che si erano allontanate dalla norma, ma anche le più deboli e indifese: bambine moralmente abbandonate, ragazze vittime di violenza carnale, mogli e madri travolte dalla guerra e incapaci di superare gli smarrimenti prodotti da quell’evento traumatico. In questo libro i percorsi di queste esistenze perdute vengono finalmente ricomposti, attraverso l’uso sapiente di una ricchissima documentazione d’archivio: fotografie, diari, lettere, relazioni mediche, cartelle cliniche. Materiali inediti che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e che riletti oggi, con sguardo consapevole, possono contribuire a individuare l’insieme dei pregiudizi e delle aberrazioni che hanno alimentato – e in modo nascosto e implicito continuano ancora oggi ad alimentare – l’idea di una «devianza femminile», da sradicare per sempre dal nostro orizzonte culturale.

Autore

Annacarla Valeriano

Annacarla Valeriano ha studiato Storia contemporanea all’Università di Teramo. Lavora presso l’Archivio della memoria abruzzese della Fondazione Università di Teramo. Con Donzelli ha pubblicato Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo (2014), con cui ha vinto il premio internazionale di saggistica Città delle Rose, miglior autore abruzzese (2014), il premio Franco Enriquez (2014) e il premio Francesco Alziator (2014). Una parte del materiale fotografico e documentario che costituisce la base di questo libro è stata oggetto di una mostra dal titolo I fiori del male (2016), curata da Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante.

Recensioni
Flavia Piccinni, Il Tirreno, 16/07/2018

STORIE DI DONNE E DI MANICOMI

Paolo Francesco Peloso, psychiatryonline.it, 25/04/2018

Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista

Giuseppe Fantasia, Il Foglio, 28/02/2018

Malacarne

Antimo Amore, Petrarca - Rai 3, 17/02/2018

Intervista

Alessandro Mezzena Lona, Arcanestorie, 29/01/2018

Annacarla Valeriano: “Così le donne libere finivano in manicomio”

Piero Del Giudice, Avvenire, 25/01/2018

DONNE DA MANICOMIO: LA SORTE DELLE "INADATTE AL REGIME"

Giorgio Dell'Arti, Domenica - Il Sole 24 Ore, 14/01/2018

ERSILIA, IN MANICOMIO PER COLPE MORALI

Fahrenheit - Radio 3, 11/01/2018

Intervista ad Annacarla Valeriano

Paolo Mieli, Il Corriere della Sera, 12/12/2017

IL PRETESTO DELLA PAZZIA