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Noemi Ghetti

La cartolina di Gramsci

A Mosca, tra politica e amori, 1922-1924

Saggine, n. 276
2016, pp. VI-226

ISBN: 9788868435349
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Scheda libro

«“Prendetelo, prendetelo, è un controrivoluzionario”. Gridando, una donna magra e scarmigliata con braccia lunghissime tenta di fermare un letto, che ridendo fugge a gambe levate. È l’una di notte del 16 ottobre 1922, e Antonio Gramsci, nella stanza di un albergo russo in compagnia di Iulca Schucht, traccia bizzarri schizzi con fumetti umoristici e versetti satirici su una cartolina postale indirizzata alla sorella di lei, Eugenia…».

Una cartolina postale. Un documento apparentemente minore, fino a oggi quasi ignorato – e qui per la prima volta integralmente riprodotto a colori e studiato –, si rivela una miniera di informazioni, di tracce, di indizi. Una vera e propria mappa, volutamente disseminata di allusioni e di enigmi, che – opportunamente sciolti – gettano luce sul periodo meno indagato della vita politica e affettiva di Antonio Gramsci. È notte inoltrata, quel 16 ottobre 1922. Gramsci scrive da Ivanovo-Voznesensk, importante centro tessile a duecentocinquanta chilometri da Mosca, a Eugenia Schucht, ricoverata nel sanatorio di Serebriani Bor, lo stesso in cui Antonio è stato curato durante l’estate. Nei mesi precedenti tra i due è nata una storia. Ma quella sera, a scrivere a Eugenia, Gramsci non è solo. Con lui si trova Iulca, sorella di Eugenia, la bella violinista che Antonio ha incontrato a settembre proprio a Serebriani. Per entrambi è stato un colpo di fulmine, che nei mesi successivi ha dovuto fare i conti con le comprensibili gelosie di Eugenia. Trovatosi, poco più che trentenne, al centro di questo complicato triangolo amoroso, Gramsci si rivela autoironico e allusivo, passionale e spregiudicato nel tenere le fila del proprio rapporto con le donne. Ma la cartolina ci racconta contemporaneamente, e in controluce, di un’attitudine politica poco allineata, precocemente rischiosa. Il clima del partito sovietico si va accendendo, proprio in quei mesi, di una forte dialettica interna, e subisce le prime ripercussioni di una lotta intestina che presto non conoscerà esclusione di colpi. Gramsci mostra una straordinaria capacità di orientarsi e partecipare attivamente alla complessa vita politica e culturale di quell’immenso paese stremato dall’economia di guerra. Sono i giorni nei quali il primo ictus di Lenin, che Gramsci incontrerà il 25 ottobre alla vigilia del IV Congresso, ha già aperto la lotta per la successione. Negli stessi giorni in Italia la marcia su Roma del 28 ottobre segnerà lo scatenarsi del terrore fascista sul neonato Pcd’I, con assassini senza nome, incendi e devastazioni di sedi di giornali. A dicembre a Torino – come testimonierà Pia Carena, un’altra donna legata ad Antonio da un’intesa che non sembra fondata solo sulla politica militante – una squadraccia fascista andrà a cercare Gramsci con l’intenzione dichiarata di «appenderlo ad un albero, una volta per sempre».

Autore

Noemi Ghetti

Noemi Ghetti, laureata in Storia greca all’Università di Padova, ha compiuto studi filosofici all’Università di Firenze, città dove ha a lungo insegnato nei licei. Studiosa di storia, di letteratura e di linguistica, collabora con numerose riviste ed è autrice di trasposizioni di classici per reading e drammi musicali. Saggista, ha pubblicato vari volumi tra cui, con le edizioni dell’Asino d’oro, L’ombra di Cavalcanti e Dante (2011) e Gramsci nel cieco carcere degli eretici (2014).

Recensioni
Critica Marxista, 15/01/2018

POLITICA E AMORI DI GRAMSCI A MOSCA

Enrico Mannari, Il Tirreno, 03/02/2017

UNA CARTOLINA RACCONTA LE DONNE DI GRAMSCI

Elisabetta Reguitti, Il Fatto quotidiano, 18/01/2017

IL TRIANGOLO AMOROSO DI ANTONIO GRAMSCI

Tonino Dessì, Democrazia oggi, 03/01/2017

Gramsci a Mosca tra politica e amori

Sergio Luzzatto, Domenica - Il sole 24 ore, 27/11/2016

IL DOPPIO AMORE DI GRAMSCI

Simonetta Fiori, La Repubblica, 05/11/2016

GRAMSCI IN LOVE, QUELLA CARTOLINA CHE SMASCHERA UN TRIANGOLO