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Frank Tashlin

L'opossum che invece no

Traduzione di Bianca Lazzaro

Wallpapers
2012, pp. 70, Formato e-pub

ISBN: 9788868433338
€ 8,49
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Scheda libro

«Come osi dire che ci sbagliamo!», urlò quel signore furibondo. «Tu non sei affatto un Opossum bello sorridente! Sei solo un Opossum bello stupido, che si crede sorridente, e non lo è per niente!». «Ma io sto sorridendo», disse l’Opossum.

C’era una volta, un opossum che viveva nel bosco feli-ce e contento e se ne stava tutto il giorno penzoloni su un bell’albero. La foresta gli piaceva e pure il sole, la luna e tutte le stagioni, per questo era sempre bello sorridente, mentre guardava il mondo a testa in giù. E invece no – così almeno la pensava la gente di città che un bel giorno arrivò nel bo-sco per fare un picnic e, guardandolo da sotto in su, si con-vinse che l’opossum aveva proprio un’aria triste. Tutta una questione di punti di vista, che solo un maestro dei cartoon e della commedia come Frank Tashlin poteva concepire e mettere nero su bianco con tanta brillante arguzia. Ne vie-ne fuori un piccolo capolavoro di comicità che smaschera le ottusità e l’ostinazione di noi esseri umani, di fronte a certe semplici verità della natura. Nel suo primo esilarante libro, era un malcapitato orso a doversela vedere con la boriosa pretesa degli uomini di ingabbiare la realtà a loro piacimen-to, inseguendo ἀinte certezze e sciocche abitudini; qui inve-ce tocca a un minuscolo opossum che, messo a dura prova da tanta cocciutaggine, quasi quasi perde davvero il sorriso. Chi la spunterà? L’animalesca allegria o l’umana monoto-nia? Scoprirlo è solo uno dei tanti buoni motivi per sfogliare e gustarsi queste pagine, ma occhio ai dettagli! Ce n’è da non perdere, magari pure a testa in giù…

Autore

Frank Tashlin

Frank Tashlin (1913-1972) è stato uno dei primi cartoonist americani. Nato nel New Jersey, ben presto si trasferì a Hollywood, dove nel 1932 cominciò la sua brillante carriera negli studi di animazione della Warner Bros, di Leon Schlesinger. Passato nella squadra di Walt Disney nel 1938 e poi alla Columbia Pictures, a metà degli anni quaranta decise di smettere l’attività di cartoonist e di darsi al cinema, come sceneggiatore di commedie. Le sue collaborazioni più riuscite furono con i fratelli Marx, Bob Hope e soprattutto Jerry Lewis, per il quale scrisse sei dei suoi film divenuti veri e propri cult. A quel medesimo periodo risale la creazione del suo L’orso che non lo era (1946), una piccola gemma di comicità, nonsense e malinconia che Tashlin diceva «è per me speciale e prezioso» e che vent’anni dopo traspose in un piccolo film d’animazione per la Mgm, rimasto un classico del genere e oggi gettonatissimo in rete.Ad amplificare quel primo successo, giunse nel 1950 la pubbli-cazione de L’Opossum che invece no, tradotto in molte lingue e qui per la prima volta presentato in italiano.

Recensioni
Marco Lodoli, La Repubblica, 16/12/2012

Perchè l'opossum vuole sorridere

Sabrina Penteriani, L'Eco di Bergamo, 10/12/2012

«L’opossum che invece no» Dai cartoon lezioni di felicità

Giusi Germenia, VIVERE, 08/12/2012

Come può esistere un opossum felice?

Mara Pace, La Stampa.it, 29/11/2012

Che cos'è la felicità

Stefano Giani, Il Giornale, 27/11/2012

L'opossum che ride e l'uomo che lo deride

Federica Pizzi, www.libriemarmellata.it, 10/11/2012

Un albo di valore per piccoli e adulti

Elisabetta Bolondi, www.ventonuovo.eu, 04/11/2012

"Possum" felice e spensierato

Bruno Ventavoli, La Stampa, 03/11/2012

C'era una volta un opossum