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Cortile dei gentili. A cura di Antonino Raspanti

Diritto, giustizia, legalità

Rémi Brague, Alessandra Dino Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino Giusto Sciacchitano, François Terré

Saggine, n. 250
2015, pp. 96

ISBN: 9788868431730
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Scheda libro

«La contiguità tra sacro e criminale è un fenomeno radicato da tempo. La Chiesa deve quindi impegnarsi di più per essere una spina nel fianco della mafia». Gianfranco Ravasi

Creato dal cardinale Gianfranco Ravasi per aprire la Chiesa al dibattito con i non credenti sui temi più diversi, il Cortile dei Gentili rimanda a quello spazio dell’antico Tempio di Gerusalemme a cui potevano accedere anche i non ebrei, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua o dalla religione. Oggi è dunque inteso come uno spazio ideale di incontro e confronto tra varie personalità di spicco della cultura laica e di quella cattolica, che nelle pagine di questo libro si soffermano sul nodo della giustizia, del diritto e della legalità. Un nodo emblematico e problematico della convivenza sociale, in un’epoca di criminalità organizzata, sempre più ramificata e internazionale, che si intreccia con le migrazioni e, più in generale, con gli accresciuti scambi globalizzati. Per la prima volta l’istituzione ecclesiale accoglie ai livelli più alti un dibattito sulle mafie, chiamando espressamente a discuterne, insieme ai credenti, anche coloro che non professano la fede cattolica e che possiedono scienza ed esperienza in un ambito così nevralgico per la vita dei popoli. Un dibattito cruciale al cospetto di emergenze come il controllo delle rotte dei migranti, la tutela della libertà religiosa e le violenze perpetrate in nome di un credo religioso. Ad aprire il volume due contributi di François Terré e Rémi Brague, costruiti come un vero e proprio dialogo tra un giurista e un filosofo, i quali intavolano una discussione che si pone come emblema del tipo di confronto che il Cortile intende mettere in campo. Seguono gli interventi di Alessandra Dino, che accosta al tema della giustizia quello dell’equità, e i contributi di tre magistrati, Giusto Sciacchitano (procuratore nazionale antimafia), Giuseppe Pignatone (procuratore della Repubblica di Roma) e Michele Prestipino (procuratore aggiunto di Roma), impegnati nella quotidiana lotta contro chi mette in discussione la giustizia terrena. Il filo rosso che accomuna gli interventi è la consapevolezza che di giustizia non ha senso parlare se non si parla di cultura: è sul ruolo strategico giocato da quest’ultima che insistono credenti e laici nel momento in cui affrontano il tema della lotta alle mafie e della crescita della società civile. Senza valori e ideali condivisi, infatti, la pur necessaria azione repressiva dello Stato non sarà mai sufficiente a estirpare fenomeni così radicati in diversi territori del paese e del pianeta.

Autore

Antonino Raspanti

Antonino Raspanti è vescovo di Acireale. Insegnante di Teologia dogmatica e Storia della spiritualità presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia «San Giovanni Evangelista», ne è stato preside dal 2002 al 2009. Dal 2005 è socio della Pontificia Accademia di Teologia. Membro, dal 2008, del Comitato per gli studi di teologia e scienze religiose della Conferenza episcopale italiana, è il coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Cortile dei Gentili.

Recensioni
Gianfranco Ravasi, La Domenica de Il Sole 24 Ore, 15/03/2015

Basta ai blasfemi rituali della mafia

Gabriele Ottaviani, Convenzionali - Vediamo un po' Blog di letteratura, cinema e cultura, 02/02/2015

“Diritto, giustizia, legalità”

Anticipazione di uno dei testi contenuti nel volume di Giuseppe Pignatone, Avvenire, 25/01/2015

'Ndrangheta Silenzio che uccide