Responsive image
Julia Kristeva

Stranieri a noi stessi

L'Europa, l'altro, l'identità

Nuova edizione accresciuta con una Introduzione 2014

Saggi. Storia e scienze sociali
2014, pp. XII-212, rilegato

ISBN: 9788868430665
€ 30,00
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello € 30,00
Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist
Scheda libro

Chi è lo straniero? E soprattutto, cosa significa essere straniero? Si tratta di interrogativi sempre più attuali: la paura, la diffidenza, infatti, sembrano attraversare e scuotere l’Europa, in questo nostro tempo in cui le appartenenze geografiche e identitarie sono sempre più soggette all’incontro con «l’altro», che spesso si trasforma in scontro. Julia Kristeva, in uno dei suoi libri più belli e appassionati, affronta tali domande alla loro radice più profonda. Questo volume è dedicato a chi vive la propria esistenza da straniero, ma anche a tutti coloro che degli stranieri non ne possono più, e infine a chi non può evitare di sentirsi straniero anche a casa propria. È dedicato al dolore, persino all’irritazione che spesso il confronto con l’altro porta con sé. In un percorso che dalle origini arriva sino alla contemporaneità, Julia Kristeva, che da bulgara naturalizzata francese ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza di una tale «estraneità», passa in rassegna le principali posizioni assunte dalla cultura occidentale nei confronti dello straniero: i Greci, gli ebrei, san Paolo, Erasmo, Montesquieu, Diderot, Kant, fino a Camus e Nabokov. Al centro di un tale cammino, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo proposta dalla Rivoluzione francese, che comincia onorando gli stranieri, prima di far piombare il Terrore sulle loro teste. Come contrappunto il nazionalismo romantico, che sfocia poi in quello totalitario; per arrivare, infine, all’analisi della celebre teorizzazione freudiana del perturbante, che Kristeva legge come una lezione per imparare a tollerare nello straniero la controfigura dell’estraneo che portiamo in noi. La tesi dell’autrice è radicale: la possibilità di vivere «con gli altri» senza rifiutarli, ma allo stesso tempo senza annullare le differenze, passa attraverso il riconoscimento del nostro essere «stranieri a noi stessi». Rispettare lo straniero nella sua differenza significa riconnettersi al nostro diritto alla singolarità, che è l’ultima conseguenza dei diritti e dei doveri dell’essere umano.

Autore

Julia Kristeva

Julia Kristeva, nata in Bulgaria, vive e lavora in Francia dal 1966. Saggista e psicoanalista, è professore emerito all’Université Paris-VII Diderot e membro della Società psicoanalitica di Parigi. È professore honoris causa nelle numerose università del mondo in cui ha insegnato. Di Julia Kristeva, la cui opera è tradotta in moltissime lingue, la Donzelli editore ha pubblicato i lavori più significativi: la trilogia sul «Genio femminile» (Colette, 2004; Hannah Arendt, 2005; Melanie Klein, 2006); Bisogno di credere (2006); Teresa, mon amour (2008); La testa senza il corpo (2009); Il loro sguardo buca le nostre ombre (2011); Storie d’amore (2012); Sole nero (2013); Stranieri a noi stessi (2014); Del matrimonio considerato come un’arte (con Philippe Sollers, 2015); La verità, altrove (2017).