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Niccolò MACHIAVELLI

Il Principe

Edizione del cinquecentennale. Con traduzione a fronte in italiano moderno di Carmine Donzelli. Introduzione e commento di Gabriele Pedullà

Nuova Biblioteca
2013, pp. CXXII-350, rilegato

ISBN: 9788860369857
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Scheda libro

«…qui si veggono estraordinari sanza essemplo, condotti da Dio: el mare si è aperto; una nube vi ha scorto il cammino; la pietra ha versato acque; qui è piovuto la manna. Ogni cosa è concorsa nella vostra grandezza. El rimanente dovete fare voi: Dio non vuole fare ogni cosa, per non ci tòrre el libero arbitrio e parte di quella gloria che tocca a noi».

«… qui si vedono eventi straordinari, senza precedenti, operati da Dio; il mare si è aperto; una nube ha mostrato il cammino; la pietra ha versato acque; qui è piovuta manna. Tutto è confluito nella vostra grandezza. Il resto lo dovete fare voi. Dio non vuole fare ogni cosa, per non toglierci il libero arbitrio, e per non privarci in nulla di quella gloria che a noi spetta».

Il Principe XXVI

Da cinquecento anni il Principe funziona come una sorta di specchio nel quale non cessa di riflettersi la coscienza occidentale, proiettando sulle parole di Machiavelli ansie, ossessioni, speranze, paure. Politica e morale, mezzi e fini, il partito come moderno principe, l’emergere dello Stato, la politica come tecnica, i fantasmi del totalitarismo… In quanto presunto fondatore della modernità politica, Machiavelli entra obbligatoriamente in qualsiasi discorso filosofico sulla vita associata. Eppure, questo successo ha avuto un prezzo considerevole. Chiosato, interpretato, adattato e spesso anche violentato, il Principe ha troppo spesso finito per smarrire la propria fisionomia e assumere quella dei suoi ammiratori o detrattori. Questa edizione del cinquecentennale nasce precisamente dall’auspicio di favorire una nuova intimità con un grande classico più citato che letto, anzitutto giovandosi di una versione in italiano moderno appositamente realizzata da Carmine Donzelli. La traduzione accompagna, a fronte, il testo originale del Principe, mantenendo le idiosincrasie, il procedere spezzato, le peculiarità e – diciamolo pure – la bellezza della prosa machiavelliana, ma al tempo stesso scioglie gli inevitabili ostacoli linguistici e permette di avvicinarsi al testo senza le consuete difficoltà della prima lettura. Alla traduzione di Donzelli si aggiunge un vasto commento e un’altrettanto ricca introduzione di Gabriele Pedullà. Oltre a una nuova ricognizione sistematica degli autori classici e soprattutto umanistici utilizzati nel Principe (con decine e decine di scoperte che mutano, spesso in maniera decisiva, l’interpretazione), l’annotazione di Pedullà concede ampio spazio alle pratiche sociali e alle credenze diffuse indispensabili per comprendere il discorso machiavelliano: la giurisprudenza e la medicina, la teoria degli umori e l’astrologia, il sistema del mecenatismo, le convenzioni dei generi letterari, il principio di imitazione, le tecniche belliche, l’origine rinascimentale del debito pubblico, le ansie di rinnovamento religioso… Il lavoro di Donzelli e Pedullà si presenta dunque come un originale esercizio di filologia politica, che libera finalmente il testo del Principe dalle incrostazioni depositatesi nel corso di mezzo millennio con l’obiettivo di offrire ai lettori, al tempo stesso, un classico sottratto alle ipoteche ideologiche degli ultimi duecento anni e un’opera «fresca»: da leggere senza i pregiudizi che accompagnano quasi inevitabilmente il nome di Machiavelli. Affinché sul Principe possano proiettarsi le passioni del XXI secolo e non – come ancora oggi succede troppo spesso – quelle del XIX o del XX.

Autori

Carmine Donzelli

Carmine Donzelli (1948) dirige la casa editrice che ha contribuito a fondare nel 1993. Nel 2012 ha pubblicato una edizione con prefazione, introduzione e commento del Quaderno di Antonio Gramsci su Machiavelli, con il titolo Il moderno Principe

Gabriele Pedulla'

Gabriele Pedullà (1972) insegna Letteratura italiana e Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma Tre ed è visiting professor a Stanford e alla Ucla. Ha pubblicato, tra l’altro: Racconti della Resistenza (Einaudi, 2005), In piena luce. I nuovi spettatori e il sistema delle arti (Bompiani, 2008; traduzione inglese ampliata, Verso, 2012), Parole al potere. Discorsi politici italiani (Bur, 2011) e Machiavelli in tumulto. Conquista, cittadinanza e conflitto nei «Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio» (Bulzoni, 2011). Con Sergio Luzzatto ha curato l’Atlante della letteratura italiana (Einaudi, 2010-2012). Scrive per «Il Sole 24 Ore». Nel 2009 ha esordito come narratore da Einaudi con Lo spagnolo senza sforzo (Premio Mondello opera prima, Premio Verga, Premio Frontino).

Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli (1469-1527) è stato il pensatore politico europeo più radicale prima della Rivoluzione francese. A partire dal 1498 fu segretario della repubblica di Firenze e ambasciatore, oltre che l’ispiratore di un’originale riforma dell’esercito pensata per sostituire i soldati mercenari con una milizia popolare. Quando nel 1512 i Medici tornarono a Firenze, Machiavelli perse il proprio incarico e, accusato di congiurare contro di loro, venne incarcerato e sottoposto a tortura. Dopo l’elezione di Giovanni de’ Medici a pontefice con il nome di Leone X,Machiavelli cercò di rientrare nel gioco politico persuadendo i nemici di un tempo a ribaltare il sistema di alleanze che li aveva riportati in patria, e a riprendere il suo progetto di riforma militare, fondando sul popolo in armi, piuttosto che sui «grandi». La sua proposta, affidata alle pagine del Principe tra la fine del 1513 e l’inizio del 1514, non venne ascoltata, ma negli anni successivi Machiavelli trovò ferventi ammiratori nei giovani aristocratici che si riunivano presso gli Orti Oricellari, persuadendoli della necessità di trasformare le istituzioni di Firenze in chiave neoromana e filo popolare. Attorno a queste conversazioni presero forma i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, ma l’ambiente degli Orti Oricellari è ritratto da Machiavelli anche nell’unica opera politica da lui pubblicata in vita: l’Arte della guerra (1521), che difende ancora una volta il suo progetto di milizia. A partire da questo momento, e fino alla morte, la fama di Machiavelli sarebbe stata legata soprattutto alle sue opere letterarie: principalmente la commedia Mandragola e le Istorie fiorentine. L’ex segretario si spense nel 1527, poco dopo che i Medici erano stati nuovamente cacciati da Firenze in conseguenza del sacco di Roma, senza che il Principe, le Istorie e i Discorsi fossero stati stampati: cosa che avvenne solo tra il 1531 e il 1532.

Recensioni
Redazione, archiviostorico.info, 21/05/2014

Machiavelli, pensatore politico radicale

Lucio Biasori, L'Indice n. 4, 01/04/2014

La fortuna è nuda, l’Italia spogliata

Matilde Altomare, Il Giornale di Calabria, 03/03/2014

Verso “Gutenberg” XII : seminario sul lessico politico di Machiavelli

Renato Minore, Il Messaggero, 20/02/2014

Il Machaivelli rivisitato

Bruno Gravagnuolo, L'Unità, 19/02/2014

Quei banali paragoni tra Renzi e Machiavelli

Antonio Carioti, Corriere della Sera, 16/02/2014

Il segretario e quell'insegnamento di Machiavelli

Renato Minore, Il Messaggero, 02/02/2014

Il Machiavelli rivisitato

Corrado Augias, Venerdì, 17/01/2014

Il Principe di Machiavelli parla un italiano moderno

Antonietta Sammartano, www.sololibri.net, 30/12/2013

Una raffinata edizione del testo del grande "segretario"

Antonio Scurati, La Stampa, 14/12/2013

Principe e Furore per resistere inItalia

Antonio Funiciello, Il Foglio quotidiano, 11/12/2013

Consigli di Machiavelli a un giovane segretario fiorentino, sullo staff

Roberto Esposito, La Repubblica, 10/12/2013

Perché la politica è vita ( e viceversa)

Gabriele Pedullà, Il Sole 24 ore, 08/12/2013

Principe del XXI secolo

Giianni Riotta, La Stampa, 08/12/2013

Machiavelli si vendica all’Internet Café