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Carlo Olmo

Architettura e storia

Paradigmi della discontinuità

Saggi. Natura e artefatto
2013, pp. VIII-186, rilegato

ISBN: 9788860368782
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Scheda libro

L’architettura rappresenta una delle più importanti testimonianze della presenza dell’uomo sulla terra. In questo senso non solo è legata alla storia: è essa stessa storia per eccellenza. Basterebbe ricordare il tormentone che ogni anno si scatena quando si tratta di individuare qualche architettura o qualche luogo da aggiungere al «patrimonio dell’umanità». Eppure la sua interpretazione viene spesso lasciata alle forme come alle ideologie che essa veicola. La stessa lingua con cui questa storia così fondamentale si racconta appare presa in prestito: dalla storia dell’arte come dalla sociologia, dal romanzo come dalla giurisprudenza. Quella che si dichiara essere la testimonianza per eccellenza non fa spesso i conti neanche con il significato della stessa parola «testimonianza». Questo libro cerca di restituire al rapporto tra architettura e storia la complessità che esso conserva, nonostante tutti i tentativi di incasellarlo in tipi o categorie formali e sociali. Lo fa indagando le relazioni che l’architettura costruisce e muta nel tempo con la religione, la tecnica, il diritto, la rappresentazione dell’autorità, i sentimenti quotidiani attraversati da mutamenti, a volte drammatici a volte celebrativi. Lo fa scegliendo, per ogni capitolo, una parola chiave o piuttosto un’architettura che aiutino a capire come quelle parole, di cui noi spesso abusiamo, costruiscano relazioni tutt’altro che rassicuranti tra le parole e le cose. Con una scelta quasi scontata, per l’impostazione di un libro così: restituire al lettore il punto di osservazione che chi scrive si è costruito, perché sia più chiaro, e al tempo stesso più discutibile, il suo esercizio di storico.

Autore

Carlo Olmo

Carlo Olmo è stato preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino dal 2000 al 2007. Ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, al Mit di Boston e in numerose università straniere. Ha iniziato a scrivere su Le Corbusier dal 1975 (con Roberto Gabetti, Le Corbusier e «L’Esprit Nouveau», Einaudi) e vi è tornato, di recente, con Susanna Caccia nel volume La Villa Savoye. Icona, rovina, restauro (Donzelli, 2016). È autore, per i tipi della Donzelli, dei suoi libri più recenti, Architettura e Novecento (2010) e Architettura e storia (2013).