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Giovanni Starace

Gli oggetti e la vita

Riflessioni di un rigattiere dell'anima sulle cose possedute, le emozioni, la memoria

Saggine, n. 216
2013, pp. VI-250

ISBN: 9788860368584
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Scheda libro

«Ho scritto su di un quadernetto l’origine dei tanti oggetti che sono in casa mia. Cominciando dal divano. Lì ho raccontato a mio padre della scuola, degli amici, ho ascoltato con lui la radio, ho visto alternarsi gli zii seduti che erano in visita… Ora quel divano ha trovato la sua sistemazione nel mio salotto e accoglie altre persone e ascolta voci molto diverse da quelle di un tempo. A stento la mia memoria ne ricorda alcune, ma è solo lui a ricordarle tutte. Un sottile senso di frustrazione mi pervade. Mentre lui sorride, perché ricorda molto di più, molto prima di me».

Quanto contano gli oggetti nella nostra vita? Chi non ne custodisce qualcuno gelosamente? Chi non ha dovuto sgomberare la casa di una persona cara scomparsa? Chi non ha, almeno una volta, deciso di iniziare una collezione? In quale misura essi rappresentano una materializzazione della nostra memoria? Gli oggetti sono lo specchio di quello che siamo e di quello che siamo stati, delle persone che popolano la nostra esistenza e di quelle che ci hanno accompagnato nelle fasi della vita. Ciascuno di noi costruisce mediante gli oggetti larghi tratti di storia personale: testimonianze concrete, frammenti o cimeli, documenti e reperti, segnati tutti da investimenti simbolici mutevoli nel tempo. Gli oggetti materiali, infatti, sono parte integrante della nostra vita psichica ed emotiva, contribuiscono a costruire la nostra personalità, partecipano alla formazione del nostro carattere, con diverse modalità a seconda dei periodi della vita. Perché conserviamo? Perché buttiamo? Il possesso degli oggetti garantisce una continuità del proprio sé lungo la vita; laddove si disperdono – come accade nelle calamità naturali – gli oggetti diventano i testimoni della rottura dell’integrità della persona, ma in altri casi la loro eliminazione può rappresentare anche una tensione liberatoria, che coincide con la volontà di dare spazio a nuove esperienze. Gli oggetti seguono da vicino i rapporti d’amore, marcano le storie familiari; quelli delle persone care scomparse restano nella vita di ciascuno, al pari, o anche più, della memoria della persona stessa… Intorno al tema del nostro rapporto con gli oggetti che popolano la vita, Giovanni Starace compone un racconto ricco, intenso e di piacevolissima lettura, grazie a un ampio spettro di riferimenti alla letteratura psicoanalitica, antropologica e sociologica, che si alternano felicemente a citazioni letterarie, brevi accenni di quadri clinici e a frammenti autobiografici. Un libro denso e appassionante, destinato ad attivare nei suoi lettori un’immediata identificazione, perché tocca qualcosa che riguarda profondamente ciascuno di noi.

Autore

Giovanni Starace

Giovanni Starace ha insegnato Psicologia dinamica e Psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli. È membro ordinario con funzioni di training della Società italiana di psicoterapia psicoanalitica. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: Le storie, la storia. Psicoanalisi e mutamento (Marsilio, 1989); Il racconto della vita. Psicoanalisi e autobiografia (Bollati Boringhieri, 2004). sulle cose possedute, le emozioni, la memoria (2013).

Recensioni
Fabrizio Scrivano, Il Manifesto, 25/06/2013

Il costo psichico da pagare per il desiderio di possesso

Mario Bonanno, www.sololibri.net, 20/06/2013

Il rapporto biunivoco tra noi e le cose

Marco Belpoliti, La Stampa, 25/05/2013

Tra sedie e tavoli cercandol’anima dal rigattiere

Giulio Azzolini, La Repubblica, 14/04/2013

Quando gli oggetti invadono la vita