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Diana Vreeland

D.V.

La leggendaria direttrice di «Vogue» racconta se stessa

Traduzione di Marianna Cozzi

meledonzelli
2012, pp. 268

ISBN: 9788860367280
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Scheda libro

«Ho occhio per il colore: forse è il dono più eccezionale che possiedo. Il colore dipende totalmente dalla tonalità. Il verde, ad esempio, può essere quello del metrò, però se ottieni il verde giusto… Il rosso è il grande chiarificatore: brillante, purificatore e rivelatore. Non potrei mai stancarmi del rosso…sarebbe come stancarsi della persona che ami. Per tutta la vita ho inseguito il rosso perfetto». Questo è lo stile inconfondibile di Diana Vreeland. Uno stile che ha lasciato il segno nella storia della moda. Personalità carismatica, eccessiva e indiscutibilmente geniale, Diana Vreeland racconta in queste pagine, con straordinaria verve e bruciante ironia, la sua incredibile vicenda umana e professionale, tra Parigi, Londra e New York. Diana ha sempre reinventato se stessa, e lo fa anche nella sua autobiografia, arditamente in bilico tra realtà e finzione. Dalle sontuose dimore londinesi alla Parigi degli anni trenta, dal jet-set newyorchese alle ribalte più esclusive del mondo, si susseguono gustosi aneddoti e incredibili situazioni condivise con la sua eclettica cerchia di amici, fatta di artisti e principi, star del cinema e icone pop: da Coco Chanel a Jack Nicholson, da Andy Warhol a Joséphine Baker. Dalla boutique di lingerie di cui era proprietaria, grazie al suo gusto innato per gli abiti e le stoffe, Diana si ritrova a pieno titolo nella redazione di «Harper’s Bazaar»: la direttrice, Carmel Snow, incantata dall’abito bianco con un tocco di rosso che Diana indossa una sera, le fa una proposta che non può rifiutare. E sarà un esordio folgorante: la rubrica Why Don’t You?, da lei stessa ideata nel 1936, riscuote un successo immediato. Ai lettori Diana dispensa sapientemente consigli pratici insieme a idee del tutto strambe, in un mélange originalissimo di estro e ingegno. Nel 1962, dopo quasi ventisei anni nella redazione di «Harper’s Bazaar», Diana Vreeland passa saldamente al timone di «Vogue», dove riesce a dare libero spazio alla sua inesauribile creatività e a dettare lo stile di un’intera epoca. Lo farà fino al 1971, quando la rivista decide di voltare pagina. Per Diana non è che un nuovo inizio: nel 1972, infatti, prende il via la sua collaborazione come consulente per il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, per il quale curerà mostre indimenticabili. Da allora fino alla sua scomparsa, nel 1989, è stata la regina incontrastata dell’alta moda mondiale, e la sua vita è diventata leggenda.

Autore

Diana Vreeland

Diana Vreeland nasce a Parigi come Diana Dalziel nel 1903. Fin dall’infanzia, grazie alle frequentazioni sociali dei suoi genitori, che nel frattempo si erano trasferiti a New York, viene introdotta nel bel mondo. Sposa Reed Vreeland, dal quale avrà due figli, Thomas e Frederick. A Londra, dove la coppia si stabilisce per qualche tempo, Diana apre un negozio di lingerie. Grazie al suo indiscusso talento per la moda, tornata a New York, si fa notare dalla direttrice dell’ «Harper’s Bazaar», che la assume nella redazione. La sua straordinaria carriera in ascesa la porta fino alla direzione di «Vogue», che abbandona nel 1971. Da allora in avanti, per diciassette anni, si occuperà della sezione costume del Metropolitan, curando mostre rimaste nella storia. Muore nel 1989 nella sua casa newyorchese.

Recensioni
Redazione, Il Messaggero, 31/05/2013

I migliori libri sulla moda da leggere sotto l'ombrellone

Stefania Bricola, Ticinosette n. 1, 01/01/2013

La regina della moda

Emanuele Bigi, Il Sole 24 ore on line, 17/12/2012

D.V. La leggendaria Diana

Ombretta Romei, Pulp libri, 01/12/2012

Snob fino al midollo....

Alberto Arbasino, La Repubblica, 22/11/2012

Diana e Valerie signore nostre

Elisabetta Bolondi, www.ventonuovo.eu, 08/11/2012

Un accappatoio con il vecchio zibellino, why don't you?

Ombretta Romei, PULP libri, 01/11/2012

Archeologia della moda

Diego Gabutti, Corriere della Sera, 26/10/2012

Il modello etico dell'alta società

Renato Tortarolo, Il Secolo XIX, 21/10/2012

Madame non si imita

Patrizia Calefato, Il Manifesto, 20/10/2012

Vita, vestiti e verità di Diana Vreeland

Paola Babich, Intimità, 09/10/2012

Una donna, un mondo, un giornale

Paola Colaiacomo, Il Manifesto, 07/10/2012

La Fashion-editor che faceva dell'abito un testo

Redazione, Il Salvagente, 27/09/2012

La regina della moda racconta se stessa

Annalena Benini, Il Foglio quotidiano, 22/09/2012

La signora che mise le ciglia finte all'America e alla vita

Virginia Grassi, www.luukmagazine.com, 16/09/2012

Inside Vreeland

Antonella Amapane, La Stampa, 15/09/2012

Non potrei mai stancarmi del rosso

Valeriamertini, Panorama.it, 11/09/2012

Diana Vreeland, la rivoluzionaria del Ventesimo secolo

Annalena Benini, Il Foglio.it, 07/09/2012

Cattivo gusto

Laura Laurenzi, Il Venerdì, 24/08/2012

Auroritratto di un'icona del superfluo