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Nicola e Marco Costantino

E se lavorassimo troppo?

Lo stomaco di Menenio Agrippa, gli spilli di Adam Smith e i baffetti di Charlie Chaplin

Saggine, n. 194
2012, pp. X-118

ISBN: 9788860367037
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Scheda libro

«L’economia globalizzata produce sempre più beni che hanno bisogno di acquirenti; ma la stessa economia ha bisogno di mettere i lavoratori in competizione tra loro, abbattendone il più possibile i salari: da qui quello che possiamo definire il paradosso del lavoratore, al quale si chiede di spendere molto, guadagnando poco».

Il lavoro: condanna biblica o strumento di realizzazione personale? Partendo dal famoso aneddoto della fabbrica di spilli di Adam Smith, e attraverso le parole di alcuni grandi pensatori del Novecento e non solo, gli autori si interrogano sull’evoluzione del rapporto tra il sistema di produzione capitalistico e il più importante dei fattori produttivi, l’uomo. Negli ultimi due secoli il progresso tecnologico e la crescente globalizzazione dei mercati hanno infatti provocato enormi aumenti di efficienza produttiva, molto superiori all’incremento demografico. Questi ultimi tuttavia non sempre hanno determinato un aumento del benessere degli individui. La «mano invisibile» del mercato tende, paradossalmente, a trasformare lo sviluppo tecnologico in incrementi nell’offerta da una parte, e in disoccupazione dall’altra, piuttosto che in tempo libero e qualità della vita dei lavoratori. A livello macroeconomico, questo si traduce nella rincorsa sfrenata al Pil e al profitto, a discapito della sostenibilità sociale, ambientale e perfino economica del sistema: la sovrapproduzione richiede infatti un sostegno alla domanda che passa attraverso l’indebitamento e la finanziarizzazione dell’economia, preludio delle sempre più gravi crisi che hanno sconvolto l’economia globale negli ultimi anni. La soluzione, secondo gli autori, passa attraverso un sistema economico più etico e sobrio che, privilegiando la persona, rispetto al lavoratore-consumatore, e prendendo ad esempio i più riusciti esperimenti di economia sociale (dal commercio equo e solidale alla finanza etica) sia in grado di produrre «valore a mezzo di valori».

Autori

Nicola Costantino

Nicola Costantino, ingegnere, è stato dirigente d’impresa e amministratore di società, prima di intraprendere la carriera accademica. È docente di Ingegneria economico-gestionale presso il Politecnico di Bari, di cui è stato rettore dal 2009 al 2013. Autore di oltre duecento pubblicazioni internazionali e nazionali, ha svolto attività didattica e di ricerca in Usa, Regno Unito, Cina, Danimarca, Spagna. Dal febbraio 2014 è amministratore unico di Acquedotto Pugliese S.p.A.

Marco Costantino

Marco Costantino (1981), laureato in Economia, conmaster in Economia dello sviluppo e della cooperazione internazionale e dottorato di ricerca in Geografia economica, ha condotto numerose ricerche sul commercio equo e solidale, operando in Kenya, Thailandia, Perù, Siria, Messico, Vietnam. Con Leonardo Becchetti ha pubblicato Il commercio equo e solidale alla prova dei fatti (Bruno Mondadori, 2006). Ha collaborato con il Formez e dal 2006 lavora per la Regione Puglia nello staff di Bollenti Spiriti, il programma regionale delle politiche giovanili.

Recensioni
Massimiliano Panarari, Europa, 16/06/2012

Se l'economia non è più triste

Redazione, www.100librinews.it, 24/04/2012

Il lavoro non è una condanna.Verso un sistema più etico

Giordano Bruno Guerri, Il Giornale, 17/04/2012

Non si può produrre e basta. All'economia serve un'etica

Dionisio Ciccarese, Epolis Bari, 11/04/2012

Ma il lavoro nobilita?

Sergio Caroli, Il Giornale di Brescia, 07/04/2012

Produrre valore senza dimenticare i valori

Leonardo Becchetti, www.repubblica.it, 06/04/2012

Guadagnare meno, consumare di più

Il Salvagente, 05/04/2012

L'insostenibile peso del capitalismo

Lino Patruno, La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/03/2012

Aiuto, forse lavoriamo un po' troppo

Nicola Costantino, L'Unità, 20/03/2012

Se il lavoro fosse più umano