

Evocato con insistenza dalle più diverse e contrapposte parti politiche, il liberalismo italiano non è mai riuscito a trovare una sua coerente e chiara messa in pratica. Ma dove affondano le sue radici politiche e culturali? Sulle ceneri del Ventennio fascista, l’Italia del dopoguerra si era dotata di istituzioni e di una costituzione di ispirazione democratica e liberale, ma la scena politica era stata occupata da democristiani e comunisti, poco sensibili i primi ai valori del liberalismo moderno, avversi ad essi i secondi. Il crollo della Prima repubblica ha visto poi l’ascesa di due personaggi di orientamento politico opposto: un leader ex comunista come Massimo D’Alema e un imprenditore come Silvio Berlusconi, cresciuto all’ombra di protezioni politiche e di concessioni di impronta monopolistica, pronti entrambi a invocare a gran voce una «rivoluzione liberale» come presupposto della rinascita del paese. Ma, trascorsi vari anni, possiamo dire che quella rivoluzione è rimasta nel cassetto. Ciò nondimeno la bandiera della rivoluzione liberale continua a essere enfaticamente agitata dalle forze berlusconiane. Forte è dunque l’esigenza di domandarsi se esista e dove si fondi la tradizione del liberalismo italiano, anche per metterla a confronto con i suoi ultimi artificiali cascami. Spunti per una risposta si trovano in queste acute pagine di Massimo L. Salvadori, dedicate ad alcune tra le più eminenti figure di politici e intellettuali liberali del nostro paese. Nella loro opera si rispecchiano vicende e caratteristiche di un liberalismo fatto di istituzioni liberali dapprima segnate dall’impossibilità di giungere a maturità, poi soppresse dal fascismo e infine rinate in veste democratica. Un liberalismo mai compiuto, a causa del perpetuarsi di sistemi politici «bloccati», che ne hanno sacrificato l’anima stessa: un confronto dialettico tra forze di governo e forze di opposizione capace di dar vita a «normali» alternative di governo.
Massimo L. Salvadori
Massimo L. Salvadori, professore emerito dell’Università di Torino, ha insegnato Storia delle dottrine politiche. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: L’idea di progresso (2006), Liberalismo italiano (2011), Le stelle, le strisce, la democrazia (2014), Democrazia. Storia di un’idea tra mito e realtà (2015, 2016), Le ingannevoli sirene. La sinistra tra populismi, sovranismi e partiti liquidi (2019), Giolitti. Un leader controverso (2020) e In difesa della storia. Contro manipolatori e iconoclasti (2021).

Da un secolo all'altro
Profilo storico del mondo contemporaneo 1980-2022

In difesa della storia
Contro manipolatori e iconoclasti

Le ingannevoli sirene
La sinistra tra populismi, sovranismi e partiti liquidi

Lettera a Matteo Renzi
Con un saggio sulla sua esperienza di governo

Democrazia
Storia di un'idea tra mito e realtà

Democrazia
Storia di un'idea tra mito e realtà

Le stelle, le strisce, la democrazia
Tocqueville ha veramente capito l'America?

Italia divisa
La coscienza tormentata di una nazione

L' idea di progresso
Possiamo farne a meno?

Il genio dei semi
Nikolaj Vavilov, pioniere della biodiversità

La pace al primo posto
Scritti e discorsi di politica internazionale (1972-1984)