Responsive image
Adriano Labbucci

Camminare, una rivoluzione

Saggine, n. 178
2011, pp. VI-154

ISBN: 9788860366283
€ 15,00 -15% € 12,75
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello € 12,75
Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist Aggiungi a wishlist
Scheda libro

«Non c’è nulla di più sovversivo, di più alternativo al modo di pensare oggi dominante. Camminare è una modalità del pensiero. È un pensiero pratico. È un triplo movimento: non farci mettere fretta; accogliere il mondo; non dimenticarci di noi, strada facendo».

«Avviso ai lettori. Lasciate stare. Se cercate insegnamenti sul camminare all’ultima moda, con tanto di lezioni, corsi universitari e relativi professori, oppure sul camminare come cura di sé, o infine pagine e pagine di resoconti di camminate che si perdono invariabilmente tra il noioso, l’elegiaco o il paranoico, ripeto a scanso di equivoci: lasciate stare. Questo libro non fa per voi». Inizia così l’itinerario che Adriano Labbucci suggerisce al lettore e che del camminare si serve come di una bussola per percorrere un paesaggio insieme geografico e mentale, alla ricerca di punti di riferimento, alla scoperta di un modo diverso per impostare il nostro rapporto con gli altri e con il mondo che ci circonda, in un tempo invece in cui forse un po’ tutti la bussola la stiamo perdendo. Al punto che il camminare non solo è un’attività ormai poco praticata, ma spesso è anche guardata con sospetto e fastidio; un atteggiamento che può sfociare in frasi paradossali come questa: «Il pedone rimane il più grande ostacolo al libero fluire del traffico». Potrebbe sembrare una battuta di Woody Allen, ma in realtà è stata pronunciata da un gruppo di urbanisti consulenti del sindaco di Los Angeles: si tratta, scrive l’autore, dell’«espressione tragica e surreale di quel mondo capovolto che è il nostro». Così, pagina dopo pagina, scopriamo che camminare vuol dire pensare. È un pensiero pratico. È un modo per ragionare di libertà, di uguaglianza, di resistenza, di progresso, di bellezza e di tante altre cose ancora. Di questo il libro racconta: di pensieri, idee, categorie, miti. E di persone che camminando ci hanno aiutato a comprendere meglio il mondo e noi stessi. Senza farci risucchiare dai ritmi frenetici della nostra vita, perché qualche volta camminare è meglio che correre.

Autore

Adriano Labbucci

Adriano Labbucci ricorda di aver sempre camminato, avendo presto appreso che – come dicevano gli antichi – solvitur ambulando, camminando, si risolve. Per questo nel 2007, in veste di presidente del Consiglio provinciale di Roma, ha dato vita a tre giorni di incontri e vagabondaggi attraversando la città di Roma insieme a Erri De Luca, Giuseppe Cederna, Duccio Demetrio, Antonio Gnoli e altri. E siccome i piedi sollecitano pensieri e domande, li ha raccolti in questo breve saggio.

Recensioni
Maria Pia Forte, Giornale di Brescia, 02/10/2011

Camminare: l'arte di chi pensa per smuovere il mondo

Roberto Duiz, Il Manifesto - Alias, 01/10/2011

Adriano Labbucci, la militanza del camminare

Maria Pia Forte, L'Eco di Bergamo, 26/09/2011

La rivoluzione del camminare dai Romani a Bruce Chatwin

Luigi Nacci, Il Manifesto, 21/09/2011

La quieta ribellione del camminare

Redazione, Corriere della Sera, 13/09/2011

Ragionare passeggiando per Roma

Redazione, Il Salvagente, 01/09/2011

Camminare stanca?