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John Dos Passos

Orient Express

Con otto dipinti originali dell'autore. Traduzione di Maurizio Bartocci

meledonzelli
2011, pp. 208

ISBN: 9788860365743
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Scheda libro

«Con il passare dei giorni, le colline si fanno sempre più aride e spoglie, il treno avanza sempre più lentamente, i capistazione hanno baffi sempre più lunghi e l’uniforme sempre più trasandata, e poi ci ritroviamo a serpeggiare tra un mare verde brillante e promontori gialli riarsi dal sole. D’un tratto il treno è intrappolato in mezzo a mura fatiscenti color senape, e le rotaie si infilano tra cipressi e cumuli di immondizia. Il treno non si muove quasi più, ma poi si arresta impercettibilmente come a un binario morto. Ci siamo? No, sì, deve essere… Costantinopoli».

«Perché ho tutta questa voglia di trascinarmi per l’Oriente? Cosa me ne importa di questi frammenti avvizziti dei vecchi ordini, di queste religioni defunte, di queste rovine che pullulano delle larve della storia?». Accompagnato da incessanti interrogativi, John Dos Passos ci racconta il suo viaggio nei Balcani, in Turchia, nel Caucaso e in Medio Oriente. Consapevole della propria irriducibile estraneità a quei luoghi e a quella gente, lo scrittore americano si sente tuttavia incredibilmente attratto dai ritmi e dalle regole di una vita che pare procedere con esasperante lentezza, con un andamento sempre uguale da secoli, ma che all’improvviso si infiamma. È il 1921, in un’epoca di tremendi rivolgimenti politico-sociali, di conflitti militari, anni in cui cambia profondamente l’assetto delle regioni che Dos Passos attraversa. E guardando a questi eventi scrive pagine acute e provocatorie, come quelle sugli strascichi della guerra greco-turca o sulla creazione dell’Iraq a opera degli inglesi. Sul crinale fra realtà e sogno, in un viaggio in bilico fra memoria e immaginazione, il lettore si ritrova proiettato in spazi e scenari naturali e umani di struggente bellezza: «i vecchi con le barbe cremisi, i turbanti enormi, bianchi, blu, neri, verdi, appollaiati su zucche pelate, gli asini bianchi, le cupole a uovo di pettirosso, i campi di papaveri bianchi da oppio». Da questo flusso di vita che avanza placido e stanco, ma è capace di repentine accelerazioni, Dos Passos cattura fotogrammi di grande forza evocativa, e il puro reportage raggiunge le vette della lirica.

Autore

John Dos Passos

John Dos Passos (1896-1970), scrittore e giornalista, è l’autore di alcuni capisaldi della letteratura americana come Manhattan Transfer, 42° parallelo, Tre soldati. Viaggiatore fin dall’infanzia – a un anno fu portato dalla madre in giro per l’Europa, tanto che più tardi ricorderà di aver vissuto una «hotel childhood» –, non smise mai di spingersi al di là dei confini statunitensi: dal Medio Oriente al Messico, dalla Russia al Sud America. Il suo tenace impegno politico – che lo portò in Spagna durante la guerra civile – ne fa una delle figure più significative e turbolente nel panorama degli intellettuali americani del Novecento.

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