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Nikolaus Heidelbach

Cosa fanno i bambini?

Traduzione di Viola Starnone

Fiabe e storie (album)
2011, pp. 60, rilegato, 30x21.5 cm

ISBN: 9788860365569
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Scheda libro

I bambini di Heidelbach esplorano il loro piccolo mondo e la vita con grande attenzione e spesso restano perplessi di fronte alle inaspettate scoperte. C’è chi si esercita a morire, chi fa i conti con la propria sessualità, chi si aggira scanzonato per la città e chi è più meditabondo. Con chirurgica precisione Heidelbach descrive gli spazi in cui i bambini vivono – salotti, camerette, marciapiedi, cortili, spazi essenziali senza adulti, in cui i bambini danno sfogo a tutta la loro immaginazione. E con pari meticolosità descrive gesti e mimiche, pettinature e vestiti tutti diversi e lontani dall’omologazione di marca. I bambini di Heidelbach sono tutti riconoscibili l’uno dall’altro, e ogni immagine racconta un’intera storia che ne svela il carattere, le aspirazioni, le contraddittorie, piccole e grandi crudeltà.

Autore

Nikolaus Heidelbach

Nikolaus Heidelbach è uno dei più acclamati e originali illustratori e autori per l’infanzia degli ultimi vent’anni. Tedesco, con studi di letteratura e teatro alle spalle,Heidelbach vive a Colonia, e ha debuttato nel settore dei libri per ragazzi nel 1982. Da allora ha dato vita a una ricchissima produzione di illustrazioni di storie, fiabe, poesie e romanzi, affiancata dai tanti libri firmati come autore. Tra i suoi lavori più apprezzati, è del 1995 un’edizione delle Fiabe dei Fratelli Grimm, salutato dalla «Frankfurter Allgemeine Zeitung» come «il capolavoro di una vita», cui nel 2005 è seguita una sua edizione delle Fiabe di Hans Christian Andersen. Sempre nel 1995, Heidelbach è stato insignito del Bologna Ragazzi Fiction Award, grazie al suo album Cosa fanno le bambine?. «Ho imparato da Sendak, Ungerer e Gorey che nella letteratura per ragazzi non ci sono limiti di sorta. Indecenza, impertinenza, brutalità sono aspetti ineliminabili». Ed è all’insegna di questo motto che si compone il suo originalissimo alfabeto dei bambini, che senza alcuna pretesa di dare lezioni, raffigura le loro istintive bizzarrie, le instancabili fantasie, le paure, e perché no, le loro implacabili cattiverie.