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Stefano Bartolini

Manifesto per la felicità

Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere

Prefazione di Enrico Giovannini

Saggine, n. 159
2010, pp. XIV-306

ISBN: 9788860364579
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Scheda libro

Scarica le appendici quantitative al Manifesto per la felicità in PDF (941K).

Viviamo in paesi ricchi, ci siamo affrancati dalla povertà di massa e abbiamo accesso ai beni di consumo, all’istruzione, alla sanità, a una vita più lunga e sana. Eppure ognuno di noi avverte nell’aria il serpeggiare di un’insoddisfazione diffusa, di un malessere e un disagio psicologico che si esprimono in una dolente e ostinata litania che passa di bocca in bocca: la mancanza di tempo. Viviamo di corsa in mezzo a individui frettolosi. E a mancare è prima di tutto il tempo delle relazioni con gli altri, sacrificate sull’altare del benessere materiale, che conosce due soli imperativi: lavoro e consumo. Siamo più ricchi di beni e sempre più poveri di relazioni. Ecco perché siamo sempre più infelici. È questo il quadro desolante confermato dagli studi di varie scienze sociali sulla «felicità» nei paesi a più alto grado di sviluppo. Ma davvero per divenire più ricchi economicamente dobbiamo per forza essere poveri di relazioni interpersonali, di benessere, di tempo, di ambiente naturale? Davvero non esiste un’altra strada? Parte da queste basilari domande l’analisi e la proposta di un economista che da anni studia il tema della felicità nelle società avanzate. Perché i paesi ricchi non sono riusciti e non riescono a coniugare sviluppo economico e benessere? Perché i dati evidenziano che la felicità non è migliorata dal secondo dopoguerra, e anzi in certi casi, come negli Stati Uniti, è addirittura peggiorata? Ad attenderci in queste pagine è dunque un viaggio attraverso le cause e le soluzioni dell’insoddisfazione contemporanea. Il cuore del problema è che lo sviluppo economico si è accompagnato a un progressivo impoverimento delle nostre relazioni affettive e sociali. Questo tipo di sviluppo non solo non produce benessere ma crea anche enormi rischi per la stabilità economica, come la crisi attuale dimostra. Essa infatti è il prodotto di un’organizzazione sociale che genera la desertificazione delle relazioni umane. Ecco dunque perché il nostro sistema economico e molti aspetti della nostra esperienza sia individuale che collettiva – la famiglia, il lavoro, i media, la vita urbana, la scuola, la sanità – hanno bisogno di un profondo cambiamento culturale e organizzativo. Governi e amministrazioni locali, partiti e movimenti politici, imprenditori, manager, genitori, docenti, medici e noi tutti abbiamo la possibilità e la necessità di riprogettare il nostro mondo: coniugare prosperità economica e felicità è necessario e possibile. Cambiare la scuola. Cambiare le città. Cambiare lo spazio urbano. Ridurre il traffico. Ridurre la pubblicità. Sono alcune delle proposte concrete che compongono un vero e proprio manifesto per la felicità.

Autore

Stefano Bartolini

Stefano Bartolini insegna Economia politica ed Economia sociale presso la Facoltà di Economia «Richard M. Goodwin» dell’Università di Siena. Ha pubblicato numerosi saggi sulle più prestigiose riviste internazionali.

Recensioni
Stefano Bartolini, www.donzelli.it, 03/03/2011

Rassegna stampa del libro "Manifesto per la felicità"

Redazione, Nuovo Consumo, 02/12/2010

Chiedimi se sono felice

Redzione, Padova-news, 18/10/2010

Bartolini e la società del ben-essere

Piera Lombardi, www.atlantidezine.it, 01/10/2010

Tra Stato e mercato, vince l'utopia del possibile

Ivano Basile, Progress, 01/09/2010

Che rumore fa la felicità

Simona Maggiorelli, www.terranews.it, 25/07/2010

Libri in valigia

Vittoria Azzarita, www.tafterjournal.it, 15/07/2010

Dalla società del ben avere a quella del ben essere

Pier Luigi Vercesi, Corriere della Sera, 05/03/2010

La crisi? Colpa degli infelici.

Redazione, Anna, 10/02/2010

Il mondo è in crisi? Colpa della tristezza

Massimo Mucchetti, Corriere della Sera, 25/01/2010

La crisi, solo una corsa alla felicità