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Giovanni Pietro Nimis

Terre mobili

Dal Belice al Friuli dall'Umbria all'Abruzzo

Introduzione di Guido Crainz

Saggine, n. 145
2009, pp. XII-116

ISBN: 9788860363985
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Scheda libro

«Nessuno dovrebbe immaginare L’Aquila diversa da com’era e dov’era l’antica città. Da come è esistita, e dove è sempre rinata. Dopo ogni catastrofe. Fin dall’origine».

L’Italia è uno dei paesi a più alto rischio sismico della terra. Eppure il terremoto in Abruzzo ripropone il problema dell’assenza nel nostro paese di una politica post-sisma. Si evidenzia, ancora una volta, l’incapacità storica di derivare dall’esperienza accumulata in un secolo di catastrofi un principio-guida della ricostruzione, soprattutto per quanto riguarda la sopravvivenza dei centri storici. Un principio-guida che non sia da reinventare a ogni terremoto,ma che si adatti di volta in volta alle diversità territoriali, sociali e urbanistiche. Basterebbe guardare, oltre che ai fallimenti di cui è costellato il nostro passato, a quelle esperienze positive – come il Friuli nel 1976, o l’Umbria e le Marche nel 1997 – che hanno saputo leggere la dimensione della catastrofe tracciando un percorso virtuoso, volto non solo a soddisfare il bisogno abitativo dei senzatetto, ma anche a salvaguardare la rinascita dei centri storici, a tutelarne le irripetibili valenze urbane, artistiche e monumentali, a difenderne il patrimonio di storia e di cultura, quale radice dell’identità di un territorio. A partire dall’emergenza in Abruzzo, Nimis, scrittore e architetto con una grande esperienza di intervento sul campo, condensa in poche pagine il portato di una riflessione di lungo corso sul tema delle possibili ricostruzioni riuscite. Avendo alle spalle la partecipazione attiva alla pianificazione generale per la ricostruzione di alcuni comuni friulani colpiti dal terremoto del 1976,Nimis ci accompagna nell’analisi delle molte storture cui porre rimedio e delle poche eccellenze di cui fare tesoro per il futuro.

Autore

Giovanni Pietro Nimis

Giovanni Pietro Nimis, architetto e urbanista, ha curato la pianificazione generale per la ricostruzione dei comuni friulani di Gemona, Venzone e Artegna, colpiti dal terremoto del 1976, nonché i piani particolareggiati e il progetto edilizio di alcune aree centrali di Gemona e di Artegna. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Friuli dopo il terremoto. Fisica e metafisica di una ricostruzione (Marsilio, 1978) e La ricostruzione possibile (Marsilio, 1988). Introduzione di Guido Crainz