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Biancamaria Frabotta

Quartetto per masse e voce sola

Saggine, n. 143
2009, pp. VI-122

ISBN: 9788860363657
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Scheda libro

«Sono nata nel 1946, a giugno, insieme alla Repubblica che i manifesti del referendum rappresentavano come una bella ragazza in piedi fra le spighe di grano, che però io non vedevo spuntare dai marciapiedi di via Nazionale o nel cortile del palazzo umbertino dove le fate benigne della Ricostruzione avrebbero dovuto chinarsi sulla mia culla».

Cinquanta anni e oltre di esperienze, memorie, riflessioni, domande forse senza risposta, di una donna poeta. Una voce inevitabilmente sola, divisa fra le tentazioni della viandanza e il richiamo della vita sedentaria, in una società di massa attraversata con sofferta partecipazione, in Italia e nel mondo: il Sessantotto, il femminismo, il sapere di tutti, la poesia plurale, la crisi politica e culturale del villaggio globale, all’inizio del nuovo secolo. «La memoria è un pittore cubista – scrive Biancamaria Frabotta – che mette insieme le due facce di ogni cosa, l’eternamente presente e l’eternamente fuggito, di fronte e di profilo, né si cura di colmare le lacune, l’espressione, i fili spezzati delle emozioni che allinea sulla tela per schedarle, più che per rappresentarle». In un quartetto che mette in musica la poesia delle idee, la prosa inclassificabile di questo libro ne esegue la partitura su diversi ma ben accordati strumenti. Cosa leggeva una bambina degli anni cinquanta innamorata dei libri? Quali le tappe di una iniziazione romana alla parola fra i «teneri sofisti» di una casta letteraria prevalentemente Al maschile, in un mondo sempre più indifferente alla poesia? Quali le reazioni impolitiche al crollo del comunismo, all’invasione dei fondamentalismi, alle quotidiane stragi nel mondo del lavoro? Un autoritratto, o quasi. Una sinfonietta sul mondo interiore di quell’Esule involontaria che, oggi ma non solo, è la donna che vive, legge, scrive poesie.

Autore

Biancamaria Frabotta

Biancamaria Frabotta insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università «La Sapienza» di Roma. Figura di spicco del movimento femminista degli anni settanta, è poeta, saggista, critico letterario. Tra i suoi libri, Trittico dell’obbedienza (Sellerio, 1996) e La pianta del pane (Mondadori, 2003).

Recensioni
Elio Grasso, Pulp Libri, 01/10/2010

Quartetto per masse...

Alberto Casadei, Stilos, 12/02/2010

Incroci e sovrimpressioni

Martina Piperno, Leggendaria, 01/01/2010

La poeta e il professore

Luigia Sorrentino, Quel che resta del verso, 28/09/2009

Intervista a Biancamaria Frabotta