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Sabino Cassese

I tribunali di Babele

I giudici alla ricerca di un nuovo ordine globale

Saggine, n. 140
2009, pp. VI-106

ISBN: 9788860363541
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Scheda libro

«In un contesto come quello globale, caratterizzato dall’assenza di un ordine giuridico unitario e di una gerarchia di norme, dalla presenza di molte disposizioni non vincolanti, da concorrenza o conflitto tra gli ordini giuridici, dove manca un principio di obbedienza (sostituito da uno di osservanza), come convivono ordini giuridici diversi?».

La sovranità statale si diluisce. Agli Stati si sovrappongono altri ordinamenti giuridici, sopranazionali e globali. Questo pluralismo ha bisogno di un ordine: occorre riempire i vuoti tra i diversi sistemi; ridurre la frammentazione di questi ultimi; indurli a cooperare; stabilire gerarchie di valori e principi. I governi nazionali, titolari del «potere estero», non sono in grado di svolgere questi compiti. Suppliscono i giudici, nazionali, sopranazionali e globali, oppure organi quasi giudiziari, presenti in molti dei circa duemila regimi regolatori globali. A questo punto, lentamente (molto lentamente), il diritto prende il posto della politica nell’arena globale. Se prima si era passati dalle spade alle feluche, ora si passa dalle feluche alle toghe. Le corti attraversano sempre più spesso le frontiere. L’incontro tra ordini giuridici diversi e diversamente collocati (nel senso che sono sia nazionali, sia sopranazionali) è anche un incontro fra tradizioni giuridiche differenti, ognuna con la propria identità. Di qui discendono numerosi problemi. Il primo è quello della tolleranza e dell’adattamento reciproco. Il secondo è quello della costituzione di un nucleo di principi che appartengono a ognuna delle tradizioni giuridiche. Il terzo quello del riconoscimento di un corpo minimo di principi superiori. Le corti svolgono dunque un ruolo fondamentale nel sottrarre dall’isolamento ordini giuridici diversi e diversamente collocati. Diventa importante accertare come ciò accada e con quali risultati, chiedendosi, ad esempio, perché le corti costituzionali belga, austriaca e ceca utilizzino direttamente il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia delle Comunità europee e quelle tedesca, francese e italiana non lo facciano. Oppure come sia trattato il diritto nazionale e quello di altri regimi globali dalle corti commerciali internazionali e da quella del mare.

Autore

Sabino Cassese

Sabino Cassese, giudice costituzionale, insegna Diritto amministrativo globale all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi e Storia e teoria dello Stato alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Il suo ultimo libro è Il mondo nuovo del diritto. Un giurista e il suo tempo (il Mulino, 2008).