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Italo Svevo: il sogno e la vita vera

A cura di Mario Sechi

Saggi di Guido Baldi, Cristina Benussi, Donatella La Monaca, Giuseppe Langella, Chiara Marasco, Matteo Palumbo, Franco Petroni, Mario Sechi, Carlo Serafini, Massimiliano Tortora, Natàlia Vacante, Caterina Verbaro

Saggi. Arti e lettere
2009, pp. XII-260

ISBN: 9788860363282
€ 23,50 -5% € 22,32
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Scheda libro

A ottant’anni dalla morte, l’opera di Italo Svevo rappresenta uno dei valori letterari più solidi e rilevanti del Novecento italiano. Senza aver mai goduto di alcun sostegno istituzionale, di alcuna credenziale ideologica,di alcuna legittimazione dall’alto, questo autore periferico, estraneo all’identità culturale della nazione risorgimentale-borghese e poi fascista,e a tutte le componenti della società letteraria del suo tempo, ha trovato mano a mano interpreti e lettori con la sola forza del suo discorso di ricerca e di analisi. Le sue pagine, come quelle di un vero classico della modernità, fanno parte ormai di una comune e condivisa esperienza di riflessione sulla condizione umana, che si è incardinata negli strati profondi dell’opinione e del gusto. La situazione editoriale e degli studi offre finalmente, oggi, una più completa rappresentazione dell’ampiezza degli interessi e delle sperimentazioni di scrittura che Svevo praticò, con coerenza e lucidità, passando attraverso incomprensioni e insuccessi, e facendo i conti quotidianamente con una percezione conflittuale, mai appagata, mai risolta, del suo rapporto con la letteratura. In questo volume, dodici studiosi di diversa formazione e provenienza provano a ripercorrere i filoni più fertili della narrativa, del teatro,della saggistica sveviana, con l’intento di verificarne la tenuta e la perdurante suggestione. Nella varietà dei metodi e degli approcci adottati, i loro testi configurano un’immagine di scrittore intellettualmente ed eticamente rigorosa, non riducibile alle posizioni di un generico o sofistico relativismo, ma anzi concentrata su un obiettivo altissimo di verità, su un’idea di civiltà che oltrepassi l’orrore della guerra e della norma borghese,e in cui le forme della libertà individuale sappiano ancora rinnovarsi e resistere.