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William Morris

Lavoro utile, fatica inutile

Bisogni e piaceri della vita, oltre il capitalismo

Traduzione di David Scaffei

Saggine, n. 133
2009, pp. XIV-104

ISBN: 9788860363251
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Scheda libro

«Come deve sembrare strana ai miei lettori la speranza nel piacere che si ricava dal lavoro! Eppure, ogni essere vivente ricava un piacere dall’esercizio delle proprie energie. Le sue mani sono guidate dalla memoria e dall’immaginazione, ma anche dai pensieri degli uomini delle epoche passate, ed egli crea in quanto è parte del genere umano. Se lavoreremo così, saremo uomini e i nostri giorni saranno felici. Ogni altro lavoro è privo di valore; è un lavoro da schiavi. Nient’altro che faticare per vivere e vivere per faticare».

Ci sono pensieri folgoranti che nessuna patina del tempo può oscurare. Ci sono scritti intramontabili che, malgrado il trascorrere degli eventi e i cambiamenti epocali, sembrano essere destinati proprio a noi, figli di un’epoca incerta alla costante ricerca di insegnamenti cui ispirarci. A questo genere si iscrivono a pieno titolo le pagine di Morris pubblicate per la prima volta tra il 1888 e il 1894, e oggi di un’attualità quasi scomoda. Scomoda perché ci costringe a prendere atto che l’insopprimibile e tuttavia rivoluzionario bisogno dell’uomo propugnato in queste pagine è rimasto, a più di un secolo di distanza, lettera morta. Il bisogno di aggiungere la dimensione del piacere a quel lavoro, manuale o intellettuale, sempre più declassato a pura fatica. Fatica in gran parte inutile, se si pensa che si tratta di produrre a tutti i costi e senza sosta beni di consumo spesso superflui. È vero, dice Morris, la felicità dell’uomo non nasce dall’ozio bensì dal lavoro: a patto però che questo non sia finalizzato al profitto, ma a gratificare il nostro naturale istinto a ricercare la bellezza e la piacevolezza, oltre che ad affermare la nostra dignità. «Dobbiamo cominciare a costruire la parte decorativa della vita – i suoi piaceri, fisici e mentali, scientifici e artistici, sociali e individuali – sulla base del lavoro intrapreso volentieri e con gioia, consapevoli di apportare in tal modo un beneficio a noi stessi e a chi ci sta intorno». Dopo un secolo e più di scalmanato produttivismo, appare davvero di bruciante attualità questo monito contro la nostra crescente tendenza a dissipare l’intelligenza e il cuore inseguendo false ed effimere chimere.

Autore

William Morris

William Morris (1834-1896), poeta, scrittore, decoratore, editore e politico, fu una delle figure più eclettiche e importanti nella storia politica, artistica e letteraria inglese della seconda metà dell’Ottocento. Animatore della confraternita dei preraffaelliti, fu tra i fondatori del movimento «Arts and Crafts» ed è considerato antesignano dei moderni designer.

Recensioni
www.ilrecensore.it, 01/02/2011

Lavoro utile/fatica inutile