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Giovanni Botero

La ragion di Stato

a cura di Chiara Continisio

Virgolette, n. 40
2009, pp. XXXVI-220

ISBN: 9788860363237
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Scheda libro

Dalla metà del XIX secolo, quando Burckhardt e Meinecke impostarono una nuova fondamentale stagione di studi di storia del pensiero politico, La ragion di Stato di Botero – qui riprodotta dalla prima edizione del 1589 – è sempre stata letta all’interno di un percorso interpretativo tutto teso a cercare le origini del pensiero politico moderno. Se Il Principe di Machiavelli ha rappresentato, da questo punto di vista, il paradigma della politica moderna, altri testi, pure assai importanti, ma giudicati carenti o incompiuti nel percorso verso la modernità, sono diventati secondari, per non dire marginali. È il caso di tutta la trattatistica sulla ragion di Stato, e in generale di molte riflessioni sulla politica in antico regime. Oggi è la crisi stessa della modernità a produrre un diffuso ripensamento, a indurre una reinterpretazione dell’ancien régime e delle sue culture politiche iuxta propria principia. Ecco allora riemergere con forza il testo di Botero e la sua convinta asserzione di un’arte dello Stato imperniata fondamentalmente sulla virtù, su una ripetizione dell’ordine impresso da Dio alla natura anche nell’ambito delle società umane. Ricostruire in questa nuova luce critica il senso e la fortuna del testo di Botero significa quindi riprendere una riflessione sui caratteri della politica meno condizionata dallo schematismo storicistico che l’ha fin qui caratterizzata.

Autore

Giovanni Botero

Giovanni Botero (1544-1617), teorico della politica, diplomatico e letterato piemontese, fu membro della Compagnia di Gesù e segretario di Carlo Borromeo, svolgendo poi per conto di Carlo Emanuele I di Savoia incarichi diplomatici in Francia, a Roma e in Spagna. La sua opera principale ebbe una portata enorme nella diffusione e nella giustificazione delle dottrine sulla ragion di Stato.