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Clemens Brentano

Fiaba del Reno

Traduzione di Laura Bocci, Camilla Miglio e Melani Traini. Note al testo a cura di Monica Lumachi

Fiabe e storie
2008, pp. XXVII-310, rilegato

ISBN: 9788860362995
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Scheda libro

«Potevo cantare e chiamare quanto volevo: il vecchio Reno non mi sentiva. Quando mi voltai mestamente e guardai lì dove un tempo sorgeva il mio mulino, vidi mia madre, la bella Loreley, seduta sulla ruota rovesciata del mulino con le sue sette damigelle».

Clemens Brentano appartiene alla più romantica delle famiglie europee: fratello della scrittrice Bettina, cognato e amico fraterno dello scrittore Achim von Arnim, figlio di una delle amiche più intime di Goethe. Talento geniale, erotico e mistico, chitarrista vagabondo, enfant terrible dei salotti romantici, demoniaco ma capace di votarsi al capezzale di una monaca stigmatizzata, è stato anche un grandissimo conoscitore e reinventore del patrimonio di canti e fiabe della cultura europea. La Fiaba del Reno incarna uno dei suoi momenti più alti, di immediato godimento per i più giovani, compresi i bambini, e di deliziosa lettura per gli adulti. In queste storie affascinanti, che rileggono in chiave colta le molteplici radici folkloriche della fiaba europea, il mondo del Reno, insieme reale e fantastico come ogni sogno sa essere, si popola di animali parlanti, di ondine e di sirene. Troneggia al suo centro la bella Loreley, l’eroina acquatica più famosa e fatale; ma vi compare anche il Vecchio Padre Reno in persona, che favorisce amori e amicizie, ma che sa punire con severità gli empi; e poi, principesse, fanciulle infelici, matrigne e sorellastre, mercanti e imbroglioni, girovaghi e artigiani. In simile, ricchissima cornice, scandita da quattro fiabe-quadro, si muove il protagonista: un mugnaio dal cuore aperto, che sa lasciarsi sorprendere e che è sempre pronto a recuperare una dimensione di armonia tra la natura terrestre, aerea e subacquea: un uomo semplice che ci insegna, in sostanza, a lasciarci catturare dalla fantasia. Brentano raccontava queste fiabe a grandi e piccini davanti al camino, nei diversi salotti che era solito frequentare. Lo scopo principale era quello del godimento condiviso, nella comunità degli amici. Forse per questo non ne patrocinò la pubblicazione, che avvenne solo dopo la sua morte. Clemens le narrava e ne cantava i Lieder, sparsi a piene mani nella narrazione, ricca di toni e di voci. Particolare cura di questa traduzione è infatti restituirne la ricchezza di fiabe d’arte, nell’alternanza dei registri alto e basso, lirico ed epico, e dare spazio alla potenza assoluta delle fantasmagoriche invenzioni di Clemens Brentano.

Autore

Clemens Brentano

Clemens Brentano (1778-1842), tedesco di origine italiana, è stato tra i più significativi esponenti del romanticismo. Si dedicò in particolare al tema della fiaba, curando insieme con von Arnim una raccolta di canti popolari dal titolo Il corno magico del fanciullo, ed elaborando una libera trascrizione in tedesco da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, dal titolo Fiabe per bambini. La Fiaba del Reno è unanimemente considerato il suo capolavoro.