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Saul Meghnagi

Un luogo nell'anima

Gli ebrei come caso emblematico

Saggine, n. 124
2008, pp. VI-154

ISBN: 9788860362681
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Scheda libro

Il legame con la propria storia e la propria cultura è, in genere, connesso all’appartenenza a un territorio, a un luogo fisico. Tuttavia, nelle società contemporanee, le intense dinamiche migratorie hanno determinato una mobilità di persone che mantengono relazioni affettive con vari paesi e, nel contempo, costruiscono legami di lingua, di usi, di diritti e di doveri, con vari contesti di vita e di lavoro. Da ciò lo sviluppo di identità multiple. Quali sono le loro caratteristiche? Quali problemi sorgono all’interno di una società interculturale? Un caso storicamente emblematico è rappresentato dall’ebraismo. Privati di un territorio proprio, gli ebrei si sono visti costretti, nell’arco di secoli, a ridefinire se stessi sulla base di una fede e, al tempo stesso, di una condizione civile legata ai diversi luoghi di residenza e di cittadinanza. La cultura ebraica si offre in maniera esemplare quale strumento per comprendere come sia possibile oggi, di fronte ai massicci flussi migratori che interessano i paesi occidentali, trovare il modo di preservare identità e tradizioni proprie in un confronto aperto e costante con la diversità, le istituzioni e il modo d’essere delle comunità con cui di volta in volta, nella storia, ci si confronta. È precisamente la capacità di interazione e di scambio, a volte difficile e doloroso, che ha consentito all’ebraismo la sopravvivenza. Dopo la Shoah, nelle democrazie, al di là del persistere di episodi di intolleranza, gli ebrei godono di un riconoscimento socialmente e giuridicamente dato. Tale condizione è garantita alla minoranza ebraica che delle società in cui vive condivide la storia, le esperienze, gli usi, partecipando dell’elaborazione culturale e politica. Oggi il problema è più ampio e riguarda le forme di rispetto possibili per tutte le persone, tutte le comunità, tutti i gruppi che vivono nell’ambito territoriale di una nazione. La sfida della democrazia è quella di regolare la convivenza tra sensibilità diverse e, a volte, in contraddizione radicale tra loro.

«Cosa accomuna ebrei e zingari, immigrati e nativi, rifugiati e profughi?Come si può affrontare, senza demagogia, il rapporto tra fedi diverse, quando la religione assume, come nel caso degli immigrati, un significato che va al di là della dimensione spirituale?Come risolvere problemi di incompatibilità tra prescrizioni e tradizioni che hanno avuto evoluzioni differenti, per esempio nei rapporti di coppia, nel ruolo della donna, nell’educazione dei figli?».

Autore

Saul Meghnagi

Saul Meghnagi, pedagogista, è presidente dell’Isf (Istituto superiore per la formazione). Ha pubblicato, tra l’altro, Conoscenza e competenza (Loescher, 1992), Una negoziazione complessa (Ediesse, 2001), Il sapere professionale (Feltrinelli, 2005), e ha curato Cittadini del mondo, un po’ preoccupati (Giuntina, 2011).