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Bruno Trentin

Diario di guerra

(settembre-novembre 1943)

Con una introduzione di Iginio Ariemma e una postfazione di Claudio Pavone. Traduzione dal francese di Adelina Galeotti e Alessia Piovanello

Saggine, n. 121
2008, pp. LVI - 230

ISBN: 9788860362476
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Scheda libro

«L’8 settembre, tutto a un tratto, un uomo compare a un balcone della piazza di Treviso e urla: “Italiani! Una grande notizia… Armistizio!… la guerra del fascismo è finita!”. La gente grida di gioia, i soldati si abbracciano, si corre per le strade, si canta. Io, tremante, tesissimo, mi precipito attraverso il dedalo delle viuzze sporche della città bassa. Irrompo nella stanza di mio padre e grido: “Badoglio ha firmato l’armistizio!”. Mio padre si alza in piedi, grave…“È la guerra che comincia!”… La guerra vera per l’Italia vera».

Una vecchia agenda in tela nera, un po’ sgualcita,ma neppure troppo, rimasta gelosamente celata per 65 anni tra le carte di Bruno Trentin, l’uomo che ha segnato con la sua presenza alcune tra le pagine più significative dell’Italia contemporanea. Talmente ben nascosta che neppure i familiari e gli amici più stretti ne sospettavano l’esistenza. Ora, inaspettata, quell’agenda torna alla luce e si mostra in tutta la sua forza: un documento destinato a segnare il dibattito storico e la discussione civile sulla nostra guerra di Liberazione. Quando Bruno Trentin scrisse questo «Journal de guerre» non aveva ancora diciassette anni. Era appena rientrato in Italia col padre Silvio, leader del Partito d’Azione, dalla Francia, dove la famiglia si era rifugiata in seguito alle leggi fascistissime del 1926. E in Francia Bruno era nato e aveva studiato, fino al momento in cui, nell’estate del 1943, il padre aveva deciso di tornare a Treviso, per impegnarsi nella Resistenza antifascista. Il diario inizia il 22 settembre e termina il 15 novembre 1943. Sono oltre duecento pagine scritte in un francese limpido e ordinatissimo. Bruno trascrive, ogni giorno, le notizie più rilevanti, ritagliando giornali, raccogliendo volantini, incollando mappe e cartine che illustrano la situazione dei diversi fronti, riportando le informazioni raccolte da Radio Londra o le notizie di cui viene a conoscenza in casa. Ma soprattutto annota, cataloga, sottolinea, esprime impressioni, paure, commenti, giudizi politici. La sua scelta antifascista è già pienamente compiuta. Ma il diario gli serve a capire più a fondo cosa fare, a dare una rotta alla propria passione politica. Non a caso, esso si interrompe con una frase, scritta in italiano e a matita, che suggella il passaggio definitivo all’azione: «Tempo perduto. E ora all’opra! ». Davvero l’epigrafe della giovane generazione che ha combattuto nella Resistenza. Pochi giorni dopo, Bruno verrà arrestato a Padova, insieme al padre. Rilasciato e messo in libertà vigilata, dopo la morte del padre, nel marzo 1944, salirà in montagna per arruolarsi tra i partigiani di Giustizia e Libertà.

Autore

Bruno Trentin

Bruno Trentin (1926-2007), dopo aver preso parte alla guerra di Liberazione, è stato, a partire dal 1949, tra i più stretti collaboratori di Giuseppe Di Vittorio. Iscrittosi negli anni cinquanta al Pci, nella IV legislatura (1963-68) è stato eletto alla Camera dei deputati. Tra il 1962 e il 1977 è stato segretario dei metalmeccanici della Fiom-Cgil, divenendo il protagonista della stagione dei consigli dei delegati e della Flm.Dal 1988 al 1994 è stato segretario generale della Cgil. Dal 1999 al 2004 è stato parlamentare europeo.

Recensioni
Bruno Trentin, Sololibri.net, 01/12/2008

Diario di guerra