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Barack Obama

Yes, we can

Il nuovo sogno americano

Introduzione di Empedocle Maffia. Traduzione di Bianca Lazzaro e Andrea Piccoli

Saggine, n. 113
2008, pp. XVI-160

ISBN: 9788860362414
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Scheda libro

Barack Obama rappresenta, non solo politicamente, l’America del cambiamento. Ogni volta che gli Stati Uniti si trovano di fronte a una situazione che mette in discussione il loro ruolo storico nel mondo contemporaneo, si ripropone per gli americani la questione: che cosa legittima la nostra aspirazione a porci alla guida del mondo? A questa domanda vi sono due modi di rispondere. Il primo cerca le ragioni nel passato, nell’o­rgogliosa rivendicazione di un modello. Il secondo cerca le ragioni nel futuro, nell’in­di­viduazione dei nuovi scenari possibili, nel cambiamento. È l’America della frontiera, l’Ame­rica di Truman, di Roosevelt, di Kennedy, quella che ciclicamente si ripresenta, e che trova in Obama oggi il suo nuovo, consapevole banditore. L’America non è stata mai così a rischio e impaurita come dopo l’11 settembre. Mai co­sì in crisi è apparsa la sua capacità «convenzionale» di dominare i conflitti, di fronte a un nemico, come il terrorismo, del tutto «non-convenzionale». Mai come oggi si sono rivelate fragili la forza propulsiva del suo sistema economico, la sua sicurezza energetica, la sua capacità di aggregazione del melting-pot etnico, linguistico, religioso che la costituisce. La risposta di Barack Obama alla crisi a­me­ricana non consiste – come superficialmente è portata a pensare larga parte del­l’o­pinione pubblica «progressista» nostrana – in una sorta di pacifismo arrendevole, o di solidarismo «buonista», o di anticapitalismo intento a sminuire la forza della competizione e del mercato. Obama è un candidato nero, ma non è il candidato dei neri. Si oppone alla guerra in Iraq (e lo ha fatto fin dal primo momento), ma vuole aumentare la forza e la qualità dell’apparato militare del suo paese. Vuole chiudere Guantanamo, ripristinare la legalità interna e internazionale, chiama al rispetto dei diritti civili, ma sostiene tutto ciò per poter condurre con maggiore forza e determinazione la lotta mortale contro il terrorismo fondamentalista. Si batte – primo tra i leader ame­ricani di ogni tempo – per una nuova sensibilità ambientale su scala mondiale, ma è attento all’in­novazione tecnologica, allo sviluppo, alla cre­scita. E ancora, Obama porta nel cuore della politica americana una motivazione, uno spirito, un afflato che sono profondamente religiosi, ma sa essere assolutamente laico nel di­segnare, su temi come l’abor­to, il controllo del­la natalità, l’etica della vita, gli scenari di un nuovo pluralismo e di una nuova tolleranza. So­prattutto, Oba­­ma non promette il cambia­mento. Al contrario, lo sollecita, lo chiede agli americani. E al tempo stesso, lo «certifica», lo rende possibile: «Yes, we can». Solo attraverso questa assunzione collettiva di responsabilità l’America potrà essere credibile nel chiedere lo stesso cambiamento al mondo intero. Qualunque sia l’esito elettorale, Obama ha già ottenuto di schierare, di mettere in campo l’America del cambiamento. Nelle parole del giovane leader, è un mondo nuovo e diverso che prende corpo. Per una parte crescente del suo paese è l’ultima declinazione del sogno ame­ricano. Ma tra qualche mese, questa speranza potrebbe segnare la storia di tutti noi.

Autore

Barack Obama

Barack Obama è nato a Honolulu il 4 agosto 1961, da padre del Kenya e madre del Kansas. Dopo la laurea in Scienze politiche alla Columbia University, si è trasferito a Chicago, dove ha lavorato per anni ai programmi di assistenza ai poveri della città. Eletto presidente a novembre del 2008, è stato riconfermato nel novembre 2012.