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Ingrid De Kok

Mappe del corpo

Poesia, n. 35
2008, pp. 156

ISBN: 9788860362308
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Scheda libro

L’inganno di un’infanzia all’ombra dell’apartheid, la presa di coscienza, lo strappo dell’esilio, il ritorno a casa: questa la topografia dei sentimenti delineata dalla poesia di Ingrid De Kok. Tappe di un percorso che non è solo privato, perché la storia del Sudafrica la incalza da vicino, si infila nei versi, reclama uno spazio: in tutto il suo percorso sono fitti i rimandi a eventi, luoghi e persone, del passato recente dell’estremo lembo del continente africano. Una storia violenta, fatta di dolore e morte, ma anche di lotta e speranza. Cresciuta in una famiglia borghese, anglofona, che la tiene al riparo dalla brutale realtà dell'apartheid, decide alla fine degli anni Settanta, dopo aver lavorato attivamente nel movimento anti-apartheid, di emigrare in Nord America: l’unica possibilità di fronte all’alternativa rifiutata di entrare in clandestinità prendendo parte alla lotta armata. Il periodo canadese si rivela cruciale per la sua formazione artistica, ma il ritorno in Sudafrica si fa a un certo punto irrinunciabile. Se il Canada le ha dato consapevolezza di sé come poeta, il Sudafrica è l’unico posto dove sente di poter scrivere. Nel 1983, in uno dei momenti più cupi della storia del paese, rientra in patria. Quella di De Kok è, nell’attenzione costante al dolore degli altri, una poesia che si elegge a testimonianza lirica di un paese tormentato. La poesia serve a non dimenticare, a riparare in qualche modo l’amnesia del passato, ad aiutare a ricostruire ciò che resta dell’identità, della memoria e del trauma. A parlare di un’umanità comune, ad accogliere, come in una sorta di transfert, le parole e i mondi dell’altro. Tradotta in olandese, francese e giapponese, oltre che pubblicata in tutto il mondo anglosassone, la poesia di De Kok appare, con questa antologia, per la prima volta in traduzione italiana.

Autore

Ingrid De Kok

Nata nel 1951 nei pressi di Johannesburg, Ingrid De Kok emigra in Canada negli anni settanta. Nel 1983 torna in Sudafrica dove tuttora dirige un programma di educazione per adulti presso l’Università di Cape Town ed è impegnata in varie attività editoriali e culturali. Quattro le raccolte poetiche principali: Familiar Ground (1988), Transfer (1997), Terrestrial Things (2002) e Seasonal Fires (2006). La poesia di De Kok, tradotta in molte lingue europee e in giapponese, appare per la prima volta in traduzione italiana in questa antologia.