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Julia Kristeva

Bisogno di credere

Un punto di vista laico

Traduzione di Monica Guerra

Saggine, n. 97
2006, pp. VIII - 150

ISBN: 9788860360892
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Scheda libro

Julia Kristeva, intellettuale, semiologa, psicoanalista, scrittrice, ha accettato una sfida alta: parlare al pubblico raccolto nella prima chiesa cattolica di Francia niente meno che della sofferenza. Parlarne da laica, quale si professa; ma anche con un’attenzione particolarmente sensibile a quel «bisogno di credere» e a quell’elaborazione del dolore che rappresentano uno degli apporti più originali del cristianesimo alla nostra civiltà. Non solo infatti il dio cristiano è un dio singolare, caratterizzato dall’essere persona: è un dio che accetta e incorpora in sé la sofferenza, fino alla conseguenza della passione e della morte. A ben vedere, è questa una differenza profonda tra il cristianesimo e le altre religioni monoteiste. Ed è una differenza che non fonda, beninteso, alcuna superiorità, ma che definisce una peculiarità di cui l’intero Occidente è portatore. Di questa peculiarità sarebbe assurdo e pericoloso disfarsi. Essa merita piuttosto, in tempi così difficili, di essere ripresa e ripensata. In questo libro, che raccoglie assieme al testo della Conferenza di Notre-Dame un ampio saggio inedito scritto appositamente, Kristeva anticipa i termini delle sue nuove sfide intellettuali e pone, con esemplare e scomoda lucidità, questioni attualissime che ci riguardano tutti. «La mia lettura della passione di Cristo mi porta a sognare un sogno: che le aperture e le complicità necessarie contro la barbarie che si addensa attorno a noi possano essere tessute non solo, e forse non tanto, tra il cristianesimo e le altre religioni oggi tentate dall’integralismo, quanto piuttosto tra il cristianesimo e quella visione della complessità umana a cui io aderisco, che è scaturita dal cristianesimo e che ha l’ambizione di percorrere le vie rischiose della libertà».

Autore

Julia Kristeva

Julia Kristeva, nata in Bulgaria, vive e lavora in Francia dal 1966. Saggista e psicoanalista, è professoressa emerita all’Université Paris-VII Diderot e membro della Società psicoanalitica di Parigi. È professoressa honoris causa nelle numerose università del mondo in cui ha insegnato. Di Julia Kristeva, la cui opera è tradotta in moltissime lingue, la Donzelli editore ha pubblicato tutti i lavori più significativi: la trilogia sul «Genio femminile» (Colette, 2004; Hannah Arendt, 2005; Melanie Klein, 2006); Bisogno di credere (2006); Teresa, mon amour (2008); La testa senza il corpo (2009); Il loro sguardo buca le nostre ombre (2011); Storie d’amore (2012); Sole nero (2013); Stranieri a noi stessi (2014); Del matrimonio considerato come un’arte (con Philippe Sollers, 2015); La vita, altrove (2017).

Recensioni
Stefano Montefiori, Corriere della Sera, 25/03/2011

Fede e umanesimo laico dialogano grazie a Freud