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Lutz Klinkhammer

Stragi naziste in Italia

1943-44

Traduzione di Susanne Meyer

Virgolette, n. 26
2006, pp. XIV-210

ISBN: 9788860360540
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Scheda libro

Di fronte al dolore dei superstiti e dei parenti delle vittime, qualsiasi tentativo di analisi e di inquadramento storiografico delle stragi commesse durante l’occupazione tedesca in Italia rimarrà insoddisfacente. Ma la memoria – necessaria e incancellabile – non basta. Sta alla ricerca scientifica cercare di chiarire le responsabilità individuali e istituzionali, mentali e ideologiche. In Italia, oltre ai civili deportati nei campi di concentramento, agli ebrei sterminati, ai militari uccisi dopo l’8 settembre 1943 o morti nei campi di internamento, più di diecimila civili, tra cui molte donne e bambini, furono vittime di atti di violenza commessi dall’occupante tedesco. Prendendo in esame l’episodio delle Fosse Ardeatine, il ruolo di Erich Priebke, il massacro degli ebrei sul Lago Maggiore, e alcuni degli eccidi più efferati, Klinkhammer delinea una tipologia delle stragi e valuta il ruolo e la responsabilità degli alti quadri della Wehrmacht. Un lavoro pionieristico, che ha gettato luce sulle pagine più drammatiche dell’occupazione tedesca, e che ora in questa nuova edizione passa in rassegna e discute i più recenti contributi storiografici, riproponendo domande cruciali: qual era la posizione dell’Italia occupata nel sistema nazionalsocialista di dominio? E quali le matrici psicologiche e culturali delle stragi perpetrate nei paesi occupati? E quali, infine, sono stati i percorsi della memoria collettiva italiana nei confronti degli eccidi?

Autore

Lutz Klinkhammer

Lutz Klinkhammer, nato a Treviri nel 1960, ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Colonia. Da molti anni vive a Roma. È membro dell’Istituto storico germanico, dove svolge la sua attività di ricerca.