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Norberto Bobbio

Compromesso e alternanza

nel sistema politico italiano

Prefazione di Carmine Donzelli Postfazione di Luciano Cafagna

Saggine, n. 89
2006, pp. V-244

ISBN: 9788860360076
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Scheda libro

"Non vi è alcun gioco che stabilisca che soltanto una delle parti debba sempre vincere. Un gioco in cui non vi sono almeno due parti in conflitto non è un gioco ma un solitario, in cui uno gioca da solo senza avversari e può quindi continuamente cambiare le regole senza che alcuno glielo impedisca".

Gli anni Settanta inaugurano una stagione decisiva della giovane democrazia italiana. Consumatesi le esperienze del centrismo e del centro-sinistra, di fronte all’intensità dei cambiamenti sociali, è venuto al pettine il nodo di un più maturo sviluppo del sistema politico. I comunisti di Berlinguer hanno lanciato l’idea del compromesso storico, alla quale la Democrazia cristiana di Aldo Moro ha fatto corrispondere la strategia dell’attenzione. Ma è il compromesso storico la formula che può sbloccare la democrazia italiana? O non è piuttosto venuto il momento di porre in atto quel principio dell’alternanza al governo del paese senza il quale una democrazia rappresentativa non può dirsi compiuta? Il professor Bobbio, questa volta, sceglie di scendere in campo. Ed è un Bobbio diverso, potremmo dire inatteso, quello che spunta tra le pagine appassionate dei suoi interventi politici di quegli anni: un Bobbio battagliero, persino “militante”; partecipe a pieno titolo della battaglia intrapresa da quel gruppo di dirigenti politici e di intellettuali socialisti che si sono raccolti in quegli anni attorno alla rivista “Mondoperaio”. Si tratta di introdurre nel nostro sistema democratico quel fisiologico cambio di maggioranze e di governi cui l’Italia sembra volersi in tutti i modi sottrarre. E conseguentemente di abbracciare con forza anche quelle ragioni di un riequilibrio a sinistra delle quali i socialisti di Craxi si sono fatti i più convinti assertori. Senza mai, beninteso, tradire le regole della democrazia rappresentativa, prima fra tutte quella che la vede come l’esatto contrario di ogni velleità plebiscitaria. E sarà proprio la deriva plebiscitaria, “la democrazia dell’applauso, a riaprire la diaspora, a dar luogo al lungo e doloroso disincanto del professore di Torino. Ma quante lezioni, straordinariamente intense e valide per l’oggi, in queste prose politiche esemplari della nostra storia repubblicana!

Autore

Norberto Bobbio

Norberto Bobbio (Torino, 1909-2004) è stata una figura intellettuale di riferimento della cultura italiana del Novecento. Dopo aver studiato al Liceo D’Azeglio, si iscrisse all’ateneo torinese, dove si laureò nel 1931 in Giurisprudenza e nel 1933 in Filosofia. L’anno seguente conseguì la libera docenza in Filosofia del diritto. Nel 1935 fu arrestato per le sue frequentazioni antifasciste. Per poter riavere la libertà e riprendere la carriera universitaria, si pronunciò a favore del regime, cosa che sarebbe poi stata oggetto di tormentate autocritiche. Dal 1935 al 1948 insegnò a Camerino, poi a Siena e a Padova. Nel 1942 aderì al Partito d’Azione. Fu arrestato per attività clandestina e incarcerato per tre mesi. Nel 1948 venne chiamato all’Università di Torino, dove insegnò fino al 1983. È a questa lunga fase che appartengono i suoi fondamentali studi su Cattaneo e su Kelsen, su Pareto e su Mosca, su Gobetti e su Gramsci, su Hobbes e su Locke, su Kant e su Marx. Assiduo frequentatore della casa editrice Einaudi, nel 1955 pubblica Politica e cultura, un libro essenziale nella discussione della sinistra italiana dell’epoca. Negli anni settanta è protagonista delle discussioni interne al Partito socialista, avviando, dalle colonne della rivista «Mondoperaio», un intenso e significativo dibattito sul tema del rapporto tra democrazia e socialismo. Nominato nel 1984 senatore a vita, nel 1994 pubblica la prima edizione di Destra e sinistra, il libro destinato a restare, tra tutti i suoi innumerevoli lavori, il testo più discusso e più famoso.