Scienza e tecnica

Dalla rivoluzione scientifica alla rivoluzione digitale

PATAVINA LIBERTAS Una storia europea dell’Università di Padova (1222-2022)
Un volume di Giulio Peruzzi e Valentina Roberti
Presentazione di Daniela Mapelli e Annalisa Oboe

Collana: Progetti Donzelli
2022, pp. 336
ISBN: 9788855223669

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Scheda libro

«L’ottocentesimo anniversario è un’opportunità per riconsiderare il ruolo dell’Ateneo nella creazione e diffusione del sapere e valorizzare la dimensione internazionale che gli fu propria fin dalla fondazione nel 1222. Una narrazione lunga otto secoli che affidiamo alle nuove generazioni con l’auspicio che l’università conservi il suo ruolo centrale nella costruzione di un mondo sano, libero, democratico e sostenibile».
Dalla presentazione dell’opera di Daniela Mapelli e Annalisa Oboe

Il cammino della scienza moderna – iniziato tra la seconda metà del Cinquecento e la fine del Seicento – non è stato lineare, ma le università, in particolare l’Ateneo patavino, vi hanno svolto un ruolo rilevante. Una scienza intrecciata con la tecnica fin dalle botteghe rinascimentali, dove alle competenze artistiche si erano via via affiancate quelle che poi apparterranno all’architetto, all’urbanista, all’ingegnere. Proprio lo sviluppo della tecnica, oggi un settore cruciale dell’eccellenza patavina ma entrata in ritardo nelle università italiane, dimostra quanto sia imprescindibile per il suo sviluppo un’adeguata maturazione culturale e imprenditoriale del territorio. Fin dalla sua nascita la scienza definisce anche i valori che costituiscono il suo ethos; tra questi: l’indipendenza da etnia, nazionalità, religione, classe sociale; il carattere di «proprietà comune» delle conoscenze; l’uso della ragione; la sospensione del giudizio fino alla verifica dei fatti. Sono tut¬ti valori che le società totalitarie hanno sempre cercato di arginare. Non è un caso che inizialmente la ricerca venga svolta nelle accademie, dove si dà corpo a una «Repubblica ideale» fatta di libera discussione e circolazione delle idee, lavoro di gruppo, rispetto delle regole di metodo, confronto di proposte e risultati sulla base di esperimenti e dimostrazioni. Una «Repubblica ideale» ben diversa dal contesto in cui prende le mosse la scienza nuova. Solo in seguito – nel resto d’Europa prima che in Italia – entreranno in scena le università, e tra le italiane l’Università di Padova sarà spesso all’avanguardia, a cominciare dai diciotto anni illuminati dalla presenza di Galileo. Galileo infatti coglie a pieno i fermenti europei dell’epoca, sottolineando l’importanza di introdurre la sperimentazione nel processo di conoscenza dei fenomeni naturali, di valorizzare il ruolo della tecnica per ampliare le conoscenze scientifiche, di affermare la libertà della ricerca e il primato della ragione. Dalla dominazione della Serenissima fino al Novecento, l’Ateneo patavino saprà tenere il passo con gli sviluppi della scienza e della tecnica, anticipando spesso le prospettive future.