Jericho Brown

La Tradizione

A cura di Antonella Francini

Collana: Poesia, 75
2022, pp. 168
ISBN: 9788855223607

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Scheda libro

Aster. Nasturtium. Delphinium. Pensavamo che
Dita nella terra volesse dire terra nostra, nomi
Imparati nella calura, in elementi che i filosofi
Classici dicevano, vi cambieranno. Giglio.
Digitale. L’estate pareva sbocciare contro la volontà
Del sole, che per i notiziari infuocava su questo
Pianeta più di quando i nostri defunti padri
S’asciugavano il sudore sul collo. Cosmos. Fiore della sposa.

Al terzo libro di Jericho Brown, The Tradition, è stato assegnato il Premio Pulitzer 2020 per la poesia. Nella motivazione si parla di una raccolta di liriche magistrali «che uniscono delicatezza a urgenza storica nella loro amorevole evocazione di corpi vulnerabili all’ostilità e alla violenza». La vulnerabilità del corpo, in particolare quello maschile, e i mascheramenti culturali delle violenze sono il nucleo centrale della poesia di Brown. Dalla prospettiva di un afroamericano del XXI secolo, nato in Louisiana nel 1976, omosessuale e poeta lirico/performativo, Brown guarda a una specifica eredità culturale e a storie di ingiurie antiche e contemporanee, nazionali, personali e universali che il libro riassume nel titolo: La tradizione. Il termine è da intendere in senso antifrastico rispetto alla storia ufficiale degli Stati Uniti perché espone il lato oscuro dell’America: il razzismo strutturale e istituzionalizzato, ora riemerso nella brutalità della polizia, degli omicidi di massa, in forme nuove di schiavismo e in violenze sessuali che convivono accanto a meccanismi di autoprotezione sviluppati dagli afroamericani per contrastare i rischi a cui il loro corpo li espone nel mondo. Come succede spesso nella poesia di Brown, anche in The Tradition l’io narrante passa dalla prospettiva personale a quella collettiva prendendo la parola per conto della sua gente e di ogni minoranza. La poesia che titola il libro, «The Tradition», è un sonetto in cui un noi, voce della coscienza collettiva dei neri, racconta della passione degli uomini del presente («me e i miei fratelli») per la coltivazione di fiori stagionali, legandola alla storia della colonizzazione e alla tradizione occidentale. Ma «Tradition» indica anche la tradizione lirica della poesia afroamericana nel cui solco Brown si inserisce con la ripresa del sonetto di protesta elaborato dai poeti dell’Harlem Renaissance all’inizio del XX secolo, i quali, recuperando l’archetipo italiano, avevano trasformato il canone dei quattordici versi in uno spazio abitato dalla voce del poeta nero che sfida la più alta forma lirica occidentale sostituendo il tema amoroso con una critica aperta a quella cultura, alle sue contraddizioni e ipocrisie. Anche Brown, come in passato Claude McKay e Countee Cullen, inserisce nella struttura del sonetto temi politici attuali creando una forma ibrida di sonetto, il «duplex», nato dalla fusione di elementi del blues, del ghazal e del sonetto stesso e in grado di imporre la presenza viva di una voce e di un corpo che cantano una ferita ancora aperta di traumi e di dolori.

Autore

Jericho Brown
Jericho Brown (all’anagrafe Nelson Demery III), poeta statunitense fra i più rilevanti e apprezzati della sua generazione, è nato a Shreveport (Louisiana) nel 1976. Al suo primo libro, Please (New Issue Press, 2008), è andato l’American Book Award; al secondo, The New Testament (Copper Canyon Press, 2014), l’Anisfield-Wolf Book Award. Con The Tradition (Copper Canyon Press, 2019) ha vinto il Premio Pulitzer nel 2020 ed è stato finalista per il National Book Award e il National Book Critics Circle Award. La sua scrittura ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti, inclusa una residenza alla Fondazione Civitella Ranieri, in Umbria, nel 2015. È professore alla Emory University ad Atlanta, dove dirige il programma di scrittura creativa.

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