a cura di Filippo Barbera, Domenico Cersosimo e Antonio De Rossi

Contro i borghi

Il Belpaese che dimentica i paesi

Collana: Saggine, 368
2022, pp. 200
ISBN: 9788855223560

€ 18,00  € 17,10 - Novità
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Scheda libro

Bruttitalia, F. Barbera e J. Dagnes
Oltre il «piccoloborghismo», L. Bindi
Chiamiamoli paesi, P. Clemente
Nella provincia italiana, A. Lanzani
Oltre le mura, R. Pazzagli
Paesi che tremano, E. Guidoboni e G. Valensise
L’Italia dal finestrino, F. Lacqua
Decostruire i borghi, A. De Rossi e L. Mascino
Il mio paese non è un borgo, V. Teti
Il borgo e l’uso politico della storia, C. Olmo
Borghi per borghesi, G. Semi
La ricetta della rigenerazione, P. Pileri
Case a 1 euro, D. Cersosimo, F. Librandi, R. Nisticò
Il presente che guarda al passato, E. Piccardo
La cucina dei borghi non esiste, M. A. Fino
Il Borgo a meno, P. L. Sacco
Condannati a diventare borghi, I. Curti
La battaglia per i paesi, M. Bussone
Piccolo non è sempre bello, G. Carrosio
L’oro di Diotima, B. Palumbo
Piccoli e antichi, A. Picone
I ventuno fortunati, C. Chiapperini, E. Montenegro, G. Viesti

Un paese di poeti, santi e navigatori. Ma anche di «borghi». Da qualche anno, la riscoperta del policentrismo territoriale italiano viene veicolata nello spazio pubblico e mediatico dal concetto di «borgo» e dai suoi correlati semantici. Le migliaia di comuni italiani, la varietà e complessità territoriale di un paese costituito da poche grandi città, pochissime «metropoli», molte città medie, una miriade di piccoli comuni, frazioni, reti di città, campagne, coste, colline e montagne, vengono così ridotte all’immagine del «borgo». Facile rap-presentazione ammalata di «metrofilia», che trae piacere dall’eccitazione per un oggetto percepito come atipico, privo di una propria volizione, da soggiogare e umiliare in un riconoscimento del tutto asimmetrico, dove il borghese illuminato e riflessivo «adotta» il borgo bello ma bisognoso. Un rapporto, questo, che misconosce l’autonomia dei territori, la loro libertà di «dire no», il loro carattere morale e paritario nella produzione di strategia di sviluppo condivisa. Fino a negarne l’identità specifica. Le conseguenze sono molteplici e nefaste. Come già per la cultura, la narrazione del «borgo» fa sì che anche la valorizzazione del territorio sia tale solo se inglobata nella goffa egemonia del «turismo petrolio d’Italia», oggi condita con una spruzzata di ecologismo che assomiglia più al giardinaggio che alla presa in carico della questione ecologica. Le stesse politiche pubbliche (si pensi al «Bando borghi» del Pnrr o alle iniziative delle case a 1 euro) soffrono di questa distorsione sistematica. Visto dai centri delle grandi città e con gli occhi di una classe dirigente (politica, economica, intellettuale) sempre più urbana per categorie e riferimenti culturali, se non per nascita e capitale sociale, il borgo diventa così il comodo e informe contenitore dove riporre, deformandola, l’alterità dei territori. Come se i territori del margine non avessero un loro carattere autonomo e differenziato, non fossero da riabitare anzitutto fin dalla vita quotidiana delle persone.

Autori

Filippo Barbera
Filippo Barbera è Professore ordinario di sociologia economica e del lavoro presso il Dipartimento CPS dell’Università di Torino e fellow presso il Collegio Carlo Alberto. Si occupa di innovazione sociale, economia fondamentale e sviluppo delle aree marginali. Tra le sue recenti pubblicazioni, ricordiamo: Contro i borghi (a cura di, con D. Cersosimo e A. De Rossi, Donzelli, 2022), Metromontagna (a cura di, con A. De Rossi, Donzelli, 2021). Fa parte del Direttivo dell'associazione "Rabitare l’Italia” (https://riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/), è membro del Forum Diseguaglianze e Diversità e Presidente dell'associazione "Forwardto" (https://www.forwardto.it/). Scrive per “Il Manifesto”.

Domenico Cersosimo
Domenico Cersosimo insegna Economia regionale presso l’Università della Calabria.

Antonio De Rossi
Antonio De Rossi, architetto e PhD, è professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana e direttore dell’Istituto diArchitettura montana e della rivista internazionale «ArchAlp» presso il Politecnico di Torino. Ha al proprio attivo diverse realizzazioni architettoniche e progetti di rigenerazione in territorio alpino. Con i due volumi La costruzione delle Alpi (Donzelli, 2014 e 2016) ha vinto il premio Rigoni Stern e il premio Acqui Storia.

Associazione Riabitare l'Italia
L’Associazione Riabitare l’Italia, promossa da un gruppo di studiosi, esperti, operatori e policy makers, con diverse sensibilità culturali e disciplinari, ha l’obiettivo di stimolare riflessioni e conoscenze condivise per costruire una nuova rappresentazione d’insieme dell’Italia, in grado di raccontarne le contraddizioni e le disuguaglianze, i punti di forza e le potenzialità, alla ricerca di un migliore equilibrio tra le persone, le risorse e i luoghi, con particolare riguardo alle aree interne, marginalizzate e periferiche. L’Associazione, di cui fanno parte soci individuali e collettivi, è stata fondata nel 2020. Riabitare l’Italia promuove una rete di ricerche, seminari, incontri e dibattiti, e cura, d’accordo con l’editore Donzelli, la realizzazione di una serie di libri ispirata al suo nome.

Recensioni

Susanno Tartaro, Radio Tre Fahrenheit, 04/08/2022
Millennials vs Boomers

ALESSANDRO CHETTA, Corriere della Sera, Torino, 27/07/2022
Contro i borghi belli ma finti

, Il Sole 24 Ore - Domenica, 10/07/2022
ALLA SCOPERTA REALE DEI BORGHI D'ITALIA