Niccolò Machiavelli

Il Principe

Nuova edizione annotata con introduzione e commento di Gabriele Pedullà

Collana: Nuova Biblioteca
2022, pp. 372, rilegato
ISBN: 9788855223041

€ 55,00  € 52,25 - Novità
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Scheda libro

«Nel Principe vi è qualcosa che ancora oggi cattura i lettori di tutto il mondo e che va ben oltre il presunto scandalo di una politica affrancata dalla morale. Passione. Energia. Intensità. Soprattutto, poche altre opere della filosofia occidentale ci ricordano altrettanto bene che, per chi lo sa cogliere, il momento giusto è ora, e che già domani potrebbe essere troppo tardi. E i lettori, sedotti da un appello all’azione in cui lo sconforto si muta in ottimismo e la riscossa si annuncia vicina, ricambiano Machiavelli, continuando a riconoscere in lui un proprio contemporaneo e una guida: un maestro».
Dall’introduzione di Gabriele Pedullà

Il Principe è probabilmente il trattato politico più letto al mondo ma anche uno dei più fraintesi: in qualche modo schiacciato sotto la leggenda nera che accompagna ancora oggi il suo autore. In occasione del quinto centenario, nel 2013, la Donzelli editore aveva pubblicato una prima edizione con testo a fronte in italiano moderno a cura di Carmine Donzelli, che aveva rivoluzionato la lettura del testo e riscosso grandi consensi in Italia e all’estero. A distanza di dieci anni, quell’operazione si sdoppia e si impreziosisce, dando vita a due diverse edizioni: una più agile, in cui il testo del Principe è accompagnato dalla traduzione in italiano corrente e da un nuovo commento e da un’introduzione appositamente pensati per un pubblico generalista. Nella presente edizione, assai arricchita rispetto al 2013, Gabriele Pedullà entra invece in profondità nel testo, esplorando la cultura che lo ha prodotto e rivelando un Machiavelli inedito. Giurisprudenza, medicina, teologia, astrologia, filosofia, teoria militare, pittura, scultura: tutti i campi della civiltà rinascimentale sono stati passati al setaccio per illuminare la teoria politica di Machiavelli come mai era stato fatto in precedenza. Con il risultato che – una volta collocato nel suo contesto e interpretato con le categorie del suo tempo – il Principe si rivela ai lettori di oggi assai più comprensibile di quanto non sia mai stato in passato e dunque anche più pronto a parlare ai lettori contemporanei, in un dialogo con il nostro presente. Accompagnano il volume 75 mappe, tavole e schemi appositamente realizzati per familiarizzare il lettore con il testo di Machiavelli e pensati per offrire una sorta di inedita «guida visuale» all’opera. Si tratta di un apparato ricchissimo, che fa di questa edizione commentata la più completa e aggiornata nel panorama editoriale italiano, e non solo. È infatti già tradotta o in corso di traduzione in inglese, spagnolo e portoghese.

Autori

Niccolò Machiavelli
Niccolò Machiavelli (1469-1527) è stato il pensatore politico europeo più radicale prima della Rivoluzione francese. A partire dal 1498 fu segretario della repubblica di Firenze e ambasciatore, oltre che l’ispiratore di un’originale riforma dell’esercito pensata per sostituire i soldati mercenari con una milizia popolare. Quando nel 1512 i Medici tornarono a Firenze, Machiavelli perse il proprio incarico e, accusato di congiurare contro di loro, venne incarcerato e sottoposto a tortura. Dopo l’elezione di Giovanni de’ Medici a pontefice con il nome di Leone X, Machiavelli cercò di rientrare nel gioco politico persuadendo i nemici di un tempo a ribaltare il sistema di alleanze che li aveva riportati in patria, e a riprendere il suo progetto di riforma militare, fondando sul popolo in armi, piuttosto che sui «grandi». La sua proposta – elaborata per quelle specifiche condizioni storiche –, venne affidata alle pagine del Principe alla fine del 1513, ma probabilmente nemmeno raggiunse i Medici. Negli anni successivi Machiavelli trovò ferventi ammiratori nei giovani aristocratici che si riunivano presso gli Orti Oricellari, persuadendoli della necessità di trasformare le istituzioni di Firenze in chiave neoromana e filo-popolare. Attorno a queste conversazioni presero forma i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, ma l’ambiente degli Orti Oricellari è ritratto da Machiavelli anche nell’unica opera politica da lui pubblicata in vita: l’Arte della guerra (1521), che difende ancora una volta il suo progetto di milizia. A partire da questo momento, e fino alla morte, la fama di Machiavelli sarebbe stata legata soprattutto alla Mandragola e alle Istorie fiorentine. L’ex segretario si spense nel 1527, poco dopo che i Medici erano stati nuovamente cacciati da Firenze in conseguenza del sacco di Roma, senza che il Principe, le Istorie e i Discorsi fossero stati stampati: cosa che avvenne solo tra il 1531 e il 1532.

Gabriele Pedulla'
Gabriele Pedullà è professore di letteratura italiana presso l’Università di Roma Tre, dove insegna anche letteratura italiana contemporanea e letterature comparate. Collabora con il supplemento culturale della domenica del «Sole 24 Ore». Tra le sue pubblicazioni saggistiche si ricordano tre monografie: su Beppe Fenoglio (La strada più lunga, Donzelli, 2001), sulla condizione del cinema e delle altre arti nell’epoca degli individual media (In piena luce, Bompiani 2008) e su Machiavelli (Machiavelli in tumulto, Bulzoni, 2011). Ha curato, assieme a Sergio Luzzatto, l’Atlante della letteratura italiana (Einaudi, 2010-12). È autore delle raccolte di racconti Lo spagnolo senza sforzo (Einaudi, 2009; Premio Mondello Opera prima, Premio Verga, Premio Frontino) e Biscotti della fortuna (Einaudi, 2020; Superpremio Flaiano), e del romanzo Lame (Einaudi, 2017; Premio Carlo Levi, Premio Martoglio).