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A cura di Andrea Martini e Carlotta Sorba

L'università delle donne

Accademiche e studentesse dal Seicento a oggi

PATAVINA LIBERTAS Una storia europea dell’Università di Padova (1222-2022). Presentazione di Rosario Rizzuto e Annalisa Oboe. Un volume di: Giulia Albanese, Elena Canadelli, Eleonora Carinci, Alessandra Gissi, Margherita Losacco, Michele Magri, Andrea Martini, Lorenza Perini, Tiziana Plebani, Naila Pratelli, Carlotta Sorba, Chiara Xausa

Progetti Donzelli
2021, pp. 272, con un inserto a colori fuori dal testo

ISBN: 9788855222778
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Scheda libro

Nel 1678 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia si laurea in Filosofia presso l’Università di Padova. La sua storia è però unica. Per ottenere il libero accesso alle aule universitarie alle donne occorrerà ancora molto tempo: secoli di dibattiti sulle capacità femminili e sulla cosiddetta coeducazione. Possono le donne e gli uomini percorrere gli stessi percorsi di studio, accedere ai medesimi saperi? Ciò costituirebbe una minaccia a ruoli di genere storicamente consolidati? Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, la svolta. Alle studentesse è concesso di iscriversi alle università, a Padova come altrove. E lo fanno sempre più numerose e combattive. È ancora il tempo delle pioniere, molte difficoltà continuano a permanere, ma qualcosa è cambiato e il Novecento finirà per essere il secolo delle donne nell’università. Non solo studentesse, dunque, ma anche docenti, portatrici di saperi vecchi e nuovi e desiderose di farli circolare in spazi che fino a quel momento erano stati monopolio maschile. Anche su questo versante, inutile dirlo, il percorso resta irto di ostacoli; lo dimostrano le vicende di molte promettenti ricercatrici costrette a rinunciare ai propri sogni o a prolungare il precariato in luoghi alla periferia dell’accademia. La storia che raccontiamo a partire dall’Ateneo padovano, ma con uno sguardo ampio verso l’Italia e l’Europa, fa luce su una traiettoria fino ad ora assai poco indagata, che ha il suo inizio alla fine del Seicento e come vedremo anche prima. Un percorso accidentato e ben poco lineare, visto che ancora oggi la presenza e il ruolo delle donne nelle università rimane una questione aperta e in buona parte da risolvere.