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Alice Gussoni

Gaetano Salvemini a Londra

Un antifascista in esilio (1925-1934)

Presentazione di Renato Camurri

Saggi. Storia e scienze sociali
2020, pp. 216, Formato e-pub

ISBN: 9788855221795
€ 16,99
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Scheda libro

Quando, nell’agosto del 1925, Gaetano Salvemini attraversò il confine italiano, dirigendosi inizialmente verso la Francia, non immaginava che Mussolini sarebbe rimasto al potere a lungo. Pochi mesi dopo, la situazione cambiò drasticamente: Salvemini comprese che per molto tempo non sarebbe stato in grado di rientrare in patria, e che avrebbe dovuto dedicare i successivi vent’anni della sua vita a contrastare la propaganda fascista tra Europa e Stati Uniti. Contrariamente a quanto fecero molti altri antifascisti, non scelse di stabilirsi a Parigi, ma si trasferì a Londra, prima di muovere oltreoceano nella seconda metà degli anni trenta. Concentrandosi sul periodo che va dal 1925 fino al 1934, rimasto fino a oggi sostanzialmente inesplorato in confronto alla ben più nota fase americana, questo volume colma un’evidente lacuna facendo luce sull’esperienza di Salvemini in esilio nella capitale britannica. Quello che emerge è un periodo di attività intensa, di elaborazione e di messa in atto di strategie di contrasto al fascismo, al centro della quale vi fu un vero e proprio network britannico, coordinato da un gruppo di infaticabili antifasciste londinesi, che lavorarono fianco a fianco con Salvemini, facendo loro la battaglia contro Mussolini. Attraverso l’analisi di documenti per lo più inediti, reperiti grazie a una capillare ricerca svolta in archivi italiani, britannici e americani, questo volume si occupa di analizzare le principali attività svolte da Salvemini e dal suo network nel periodo dell’esilio londinese, i loro passi avanti e le loro battute d’arresto nel contrastare la propaganda fascista d’oltremanica, contribuendo inoltre allo studio della percezione di fascismo e antifascismo in Gran Bretagna.

Autori

Alice Gussoni

Alice Gussoni ha conseguito il dottorato di ricerca in Italian Studies presso l’Università di Oxford, Faculty of Medieval and Modern Languages, dove attualmente collabora come tutor di lingua italiana.

Renato Camurri

Renato Camurri insegna storia dell’Europa contemporanea all’Università di Verona. Si è a lungo occupato della storia delle élites e delle classi dirigenti dell’età liberale. Negli ultimi anni le sue ricerche si sono orientate verso lo studio del fenomeno dell’esilio intellettuale e politico dall’Europa verso gli Stati Uniti tra le due guerre e dell’antifascismo in una prospettiva transnazionale. È stato visiting fellow presso varie istituzioni scientifiche e accademiche europee e americane. Tra i lavori più recenti dedicati a questi ambiti di ricerca, si segnalano i volumi: Gaetano Salvemini. Lettere americane. 1929-1949, Donzelli, 2015; Pensare la libertà. I quaderni di Antonio Giuriolo, Marsilio, 2016 (Premio Giorgio Agosti 2017, ex aequo); e la curatela di Franco Modigliani, Rischio Italia. L’economia italiana vista dall’America (1970-2003), Donzelli, 2018. È tra i fondatori e coordinatori dell’annuale Gaetano Salvemini Colloquium in Italian History and Culture, Harvard University. Dirige presso l’Università di Verona il Center for European Studies di recente costituzione.

Italiani dall’esilio

L’esilio è un fenomeno che ha interessato tutte le società antiche e moderne: da quella romana a quelle medievali e rinascimentali fino ad arrivare al Settecento e all’Ottocento con le conseguenze prodotte dalla Rivoluzione francese e dalle rivoluzioni «borghesi». Nessuna di queste esperienze è tuttavia comparabile con l’esilio novecentesco provocato dai grandi rivolgimenti sociali e politici che hanno segnato il secolo scorso. Lo scopo della collana, promossa con il generoso sostegno di Paolo Marzotto, è quello di ricostruire storie, individuali e collettive, di uomini e donne vittime delle persecuzioni politiche e razziali messe in atto dai grandi regimi totalitari: storie quasi sempre avventurose e drammatiche. Con i protagonisti di queste vicende, si muovono anche idee, saperi, competenze e sensibilità artistiche. Oltre alle storie degli esuli, la collana vuole dunque ricostruire il flusso di conoscenze che nella prima metà del Novecento si muove prima entro i confini europei e poi tra le due sponde dell’Atlantico.