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Vito Teti

Prevedere l'imprevedibile

Presente, passato e futuro in tempo di coronavirus

Saggine, n. 335
2020, pp. 112

ISBN: 9788855220880
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Scheda libro

«Quante volte ci siamo trovati di fronte a eventi che avrebbero dovuto cambiarci, o almeno indurci a cambiare? Mi chiedo ora se davvero fossero imprevedibili come abbiamo voluto credere o se, invece, non siano stati puntualmente anticipati da segni, dati, elementi, venti, spinte che potevano fare pensare a una dissoluzione, che nessuno sapeva o voleva vedere».

La pandemia del coronavirus impone un passaggio d’epoca. Come d’improvviso, la linea del tempo si è spezzata, e il presente ci costringe a girare pagina, a sancire una irrimediabile rottura con tutto ciò che è stato fino ad ora. Il prima diventa davvero e definitivamente passato. Ma occorre stare attenti. Nell’interrogare e interpretare le tracce, i segni, le memorie che il passato ci restituisce, non ci può essere nessun sentimento di rimpianto, nessuna proposta di un insensato, peraltro impossibile, ritorno al tempo andato. Né a quello recente della «modernità», né a quello più remoto della «tradizione». Si tratta piuttosto di provare a far tesoro del passato, riconoscendone gli errori, gli eccessi, le incongruenze, e insieme ripercorrendone gli elementi preziosi che abbiamo perduto, che abbiamo più o meno consapevolmente rimosso, nella nostra baldanzosa rincorsa di un benessere assoluto. Si tratta di ritrovare un equilibrio nel modo di vivere il pianeta che abitiamo, nel rapporto che instauriamo con la natura, con le altre specie, e in primo luogo con la nostra. Si tratta di utilizzare le conoscenze scientifiche e i progressi tecnologici al fine di soddisfare altre priorità: la cura delle malattie, il risanamento dell’ambiente, la lotta alle diseguaglianze, l’eliminazione della povertà. Occorre, insomma, ritornare a pensare responsabilmente il futuro. Oggi la crisi ci restituisce lo sgomento di fronte all’imprevedibilità del contagio. Ma il coronavirus era davvero imprevedibile? E davvero non è possibile prevedere l’imprevedibile? C’è un solo modo per prevenire le catastrofi: è quello di pensarle come necessarie, di agire dando per scontato che esse prima o dopo arriveranno. Sforzarsi in tutti i modi di prevenirle. Accettando di buon grado che questi sforzi si rivelino inutili, se poi per caso le catastrofi non arriveranno.

Autore

Vito Teti

Vito Teti è professore ordinario di Antropologia culturale all’Università della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni: Il senso dei luoghi. Memoria e storia dei paesi abbandonati (Donzelli, 2004; 3a ed. 2014); Storia del peperoncino. Un protagonista delle culture mediterranee (Donzelli, 2007); Maledetto Sud (Einaudi, 2013); Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni (Donzelli, 2017); Il vampiro e la melanconia. Miti, storie, immaginazioni (Donzelli, 2018).

Recensioni
Alessandro Cannavale, Basilicata24, 25/07/2020

Sono davvero imprevedibili le catastrofi?

Adriano Favole, La Lettura - Corriere della Sera, 12/07/2020

LA NOSTALGIA CREATRICE

Simonetta Sciandivasci, Il Foglio, 05/07/2020

Tutto il mondo in un paese imprevedibile

Luca Miele, Avvenire, 30/06/2020

VIRUS E ANIMALI UN EQUILIBRIO PER IL FUTURO

Tommaso Giartosio, Fahrenheit Radio3, 24/06/2020

Intervista