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Calendario civile 2020

Illustrazioni: Marco Petrella. Grafica e impaginazione: Stefano Donegà. Coordinamento editoriale: Costanza Calabretta

Calendario
2019, pp. 24

ISBN: 9788855220040
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Scheda libro

Fin dall’Unità nazionale, dalle origini del movimento operaio e dalla nascita della Repubblica, la questione di una ritualità laica e di un ciclo alternativo dell’anno si è posta come fondamento di un’identità civile italiana. In una vera e propria lotta di classe per il rituale, si celebravano in forma laica battesimi, matrimoni, funerali. Parte di questa tradizione si è indebolita durante il regime fascista, e poi nell’egemonia cattolica del secondo dopoguerra. Nella crisi politica e culturale di oggi diventa ancora più necessario tornare a quelle date, che sono alla base della coscienza civile democratica. Il bisogno di un “calendario civile”, sottolineato dallo storico Umberto Gentiloni, ha trovato conferma nel successo editoriale del libro curato da Alessandro Portelli per Donzelli nel 2018, Calendario civile. Per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani. Ora quel libro diventa un vero e proprio calendario, dove per ogni mese vengono evidenziate le date più significative della storia civile internazionale: una proposta, un promemoria, a cui ciascuno può aggiungere secondo la propria memoria e sensibilità altre date, altre idee, altri ricordi per un mondo civile, laico, popolare e democratico. Il calendario, realizzato su progetto di Alessandro Portelli insieme al Circolo Gianni Bosio, con la collaborazione della Società italiana delle Storiche e di studiose europee, statunitensi e latino-americane, sarà a cura di Costanza Calabretta, con le illustrazioni originali di Marco Petrella, e ogni anno individuerà un tema da mettere a fuoco con maggiore evidenza. Nel 2020, il calendario sarà dedicato alla storia delle donne e alle lotte per la parità di genere, in una prospettiva internazionale: dalla data del primo voto alle donne (10 marzo 1946) al referendum sull’aborto (17 maggio 1981), dalla liberazione di Franca Viola, prima donna a rifiutare il matrimonio riparatore (2 gennaio 1966) all’8 marzo 1909, quando venne celebrata per la prima volta la giornata internazionale della donna, fino al primo Gay Pride italiano, che sfilò per le strade di Roma il 2 luglio 1994.

Alessandro Portelli

La Società Italiana delle Storiche (SIS) è una associazione nata nel 1989 con il fine di fornire nuove categorie interpretative della storia e modificare l’attuale e unilaterale trasmissione dei saperi, per la promozione di una cultura democratica che intrecci parità e differenze e contrasti le discriminazioni e la violenza di genere. Riunisce oggi oltre 200 socie, tra docenti universitarie, bibliotecarie, archiviste, insegnanti, giovani ricercatrici che svolgono attività di ricerca in tutti i campi delle discipline storiche, dalla storia politica a quella sociale, culturale e religiosa, nell’ambito della didattica della storia e della conservazione e valorizzazione delle fonti bibliografiche e documentarie. Fedele alla sua missione, la SIS ha aderito al progetto di «Calendario civile» elaborato dal circolo Gianni Bosio e dall’editore Donzelli curando una selezione di date dell’età contemporanea che valorizzano la presenza delle donne nella storia; che danno voce all’esperienza dei movimenti femminili, femministi, LGBTIQ+; che mettono in discussione una trasmissione della storia universale maschile; che rendono visibili gli spazi di diserzione e trasgressione delle norme discriminatorie e il lento e non lineare procedere della battaglia contro le asimmetrie di potere: date, insomma, che non si limitato ad aggiungere qualche informazione sulle donne e le persone LGBTIQ+, ma che fanno emergere la loro agency, costruendo una storia diversa, più sfaccettata, polifonica e accogliente.

Società Italiana delle Storiche