Jean-Paul Belmondo
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Jean-Paul Belmondo (1933), diplomato al Conservatorio d’arte drammatica di Parigi, riscuote il successo nel 1960 grazie al film di Jean-Luc Godard Fino all’ultimo respiro, manifesto della Nouvelle Vague. Da quel momento prende il via una carriera che ne farà una star internazionale, e che lo porterà a lavorare con i registi più importanti e gli attori più famosi dell’epoca. Citiamo, tra i tanti film, La ciociara (1960, di V. De Sica, con Sophia Loren), Il bandito delle undici (1965, di J.-L. Godard), La mia droga si chiama Julie (1969, di F. Truffaut, con Catherine Deneuve), Borsalino (1970, di J. Deray, con Alain Delon), I miserabili (1995, di C. Lelouch). Negli ultimi anni è tornato al suo primo amore, il teatro, incontrando i favori del pubblico. Tra i numerosi riconoscimenti, la Legione d’onore (2007), la Palma d’oro alla carriera al Festival di Cannes (2011), il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia (2016).

Jean-Paul Belmondo

Mille vite, la mia

Il grande divo finalmente si racconta

«Nel 1960 il cinema mi ha messo sotto i riflettori e da lì non mi sono più mosso. Era quello che volevo: essere tante persone, indossare mille costumi, interpretare una miriade di ruoli, scandagliare l’animo umano. Ma prima di ogni altra cosa volevo divertirmi e divertire il pubblico, recitare, giocare». A ottantatré anni, Jean-Paul Belmondo decide di scrivere il suo primo libro. Da consumato funambolo qual è, sale...
2017, pp. X-246
ISBN: 9788868436209
€ 26,00  € 24,70
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