Tuttolibri de La Stampa, 30/06/2012, pag. VI
Una lettera miracolosa da Dumas
Massimo Romano

Stevenson leggeva il Visconte di Bragalonne di Dumas accanto al fuoco, in pantofole, trascorrendo una serata “ravvivata dal trapestio degli zoccoli e dalle raffiche dei moschetti , e da tante parole eccitate e eccitanti”. A incantarlo era soprattutto lo stile, “aereo come un ricamo sul nulla,forte come la seta, verboso come una storia campagnola, secco come il dispaccio di un militare, con tutti i difetti possibili, “eppure mai noioso, senza meriti particolari e apparenti, eppure sempre con il tono giusto”. I romanzi di Dumas hanno molti difetti, ridondanza, errori cronologici e topografici, dovuti alla velocità con cui scriveva, eppure non c’è nessun autore moderno do bestseller degno di stargli alla pari. Per rispondere alle richieste pressanti dei giornali e degli editori , si circonda di collaboratori, i famosi “negri”, lavora su più tavoli e su diversi generi, dalla commedia al racconto al romanzo, controlla la geometria degli intrecci , lima e riduce le descrizioni erudite di Albert Maquet, imprime un ritmo fulmineo alla storia. Per guadagnare di più, poiché i giornali pagavano un tanto alla riga, scrive dialoghi rapidi, fatti talvolta di una sola parola, che riempiono da soli intere colonne dell’appendice, tanto che uno sconosciuto scrittore dell’epoca, Vermersch, fece una parodia dei suoi dialoghi-lampo: “L’avete visto? – Chi? – Lui – Chi? – Dumas – Padre? – Sì.- Che uomo! – Senza dubbio – Che fuoco! – Sicuramente. – E che fecondità! – Perbacco”. Esce ora la prima traduzione italiana de “Il cavaliere d’Armenthal”, arricchita da una postfazione di Claude Schopp, lo specialista per eccellenza di Dumas, e da un dizionario dei personaggi, che inaugura la serie dei suoi romanzi storici e precede di due anni I tre moschettieri. Uscito a puntaate sul “Siècle” dal 28 giugno 1841 al 14 gennaio 1842 e in volume alla fine dello stesso anno, è ambientato nel 1718, l’epoca della reggenza di Filippo dìOrléans, quando il re Luigi XV era un bambino di dieci anni. L’evento storico prescelto è la cospirazione ordita dalla duchessa del Maine insieme a un gruppo di nobili per vendere la Francia alla Spagna di Filippo V. Dumas utilizza i Mémoires di Saint-Simon e di altri memorialisti e si rivela abilissimo a mescolare storia e finzione, personaggi storici e personaggi inventati, dando al lettore la sensazione che non ci sia differenza tra gli uni e gli altri. Per lui la Storia è “il chiodo al quale appendo i miei romanzi”, uno scenario in cui si scatena una sarabanda indiavolata di rapimenti e duelli, congiure e tradimenti, fughe e imboscate”. L’eroe, il cavaliere Raoul d’Armenthal, è bello, coraggioso, ambizioso e soprattutto innamorato di Bathilde, una ragazza orfana il cui padre, scudiero del reggente , è stato ucciso in battaglia. La scena dell’innamoramento fa subito pensare alla Certosa di Parma di Stendhal, uscito tre anni prima, quando Fabrizio, prigioniero nella torre Farnese, vede Clelia, la figlia del governatore, a una finestra dei suoi appartamenti, e comunica con lei grazie a fogli di carta scritti con polvere di carbone. Qui siamo a Parigi, in una mansarda di rue du Temps-Perdu, attuale rue Saint-Joseph, quasi all’angolo con rue Montmartre, una strada stretta dove passa solo una carrozza, e Raoul vede in una finestra di fronte una fanciulla bellissima che ricama, disegna e suona il clavicembalo con accanto una levriera, Mirza. La strategia della seduzione inizia proprio dalla cagnetta, a cui lancia degli zuccherini avvolti in foglietti di carta. Mirza diventa così una messaggera d’amore tra i due giovani. Invischiato nelle trame della cospirazione, tutte sventate nonostante il suo eroismo, Raoul finisce prigioniero alla Bastiglia e condannato a morte, ma sarà Bathilde a salvarlo all’ultimo istante grazie a una lettera miracolosa. Causa involontaria del fallimento dei suoi piani è il tutore dell’orfana, Buvat, straordinario personaggio comico, copista di manoscritti alla Biblioteca Reale, dove continua a lavorare con grande zelo anche se da due anni non riceve più lo stipendio.

Il volume
Le recensioni

Un grande classico inedito
www.gothicnetwork.org, 09/11/2012

Iniziamo dal fondo
PULP libri, 30/09/2012

Un incunabolo del d'Artagnan
Il Manifesto , 19/08/2012

Tre anni dopo, I tre Moschettieri
Venerdì di Repubblica, 13/07/2012

Una lettera miracolosa da Dumas
Tuttolibri de La Stampa, 30/06/2012

Il primo romanzo storico di Dumas
Il Messaggero, 05/06/2012