La Sicilia, 15/10/2012, pag.
Memorie della Campagna d'Italia di Napoleone in edizione italiana
Sergio Caroli

Dopo la morte Napoleone a Sant’Elena i suoi manoscritti, da lui corretti, furono portati in Europa dai suoi ultimi compagni. Per la prima volta appaiono ora in traduzione italiana, nel testo stabilito sotto il Secondo Impero, le «Memorie della campagna d’Italia» (Donzelli editore). Napoleone racconta ed analizza minuziosamente un anno e mezzo di guerra e di vicende diplomatiche della campagna che dall’aprile 1796 va al dicembre 1797. Ne parliamo col curatore, Thierry Lentz, che, docente di diritto pubblico e di storia del diritto all’Università di Nancy e al Celsa Paris-Sorbonne, ha redatto una ventina di volumi su Napoleone.

  • Professor Lentz, Stendhal ha scritto che la campagna d’Italia rappresenta «l’epoca più cara e fulgida della vita di Napoleone». Aveva visto giusto?

«Si può affermare che anche se Napoleone non avesse avuto la carriera successiva che conosciamo, la sua campagna d’Italia del 1796 e del 1797 sarebbe rimasta nella storia. Fu un evento incredibile e inatteso. A Sant’Elena, Bonaparte disse più tardi che in quel momento comprese che poteva avere un destino: « je me sentis soulevé dans les airs»…

  • In quali occasioni emerse il suo talento diplomatico?

«E’ di notevole rilievo il fatto che Napoleone impose soluzioni diplomatiche, più che vittorie militari. Dapprima facendo uscire dalla guerra il regno di Sardegna, poi costringendo il papa alla pace, pur rispettando l’integrità territoriale della Santa Sede. Infine col trattato di Campoformio impose all’Austria concessioni che parevano impossibili: la pace e l’abbandono della riva sinistra del Reno».

  • Quali sono gli atti che provano le sue doti di grande comunicatore nel corso della campagna?

«Durante la campagna Napoleone seppe utilizzare tutti i mezzi di comunicazione dell’epoca, all’interno dell’armée come all’esterno. Cominciò a rivolgersi con ardore ai suoi soldati, ad applicare una disciplina giusta e, talora, a consentir loro di approfittare dei frutti della conquista. Per l’esterno creò giornali a sua gloria, fece raccontare ed esagerare le sue imprese, fece realizzare dipinti che lo rappresentavano in luce a lui favorevole. Il famoso “Bonaparte al ponte d’Arcole” di Gros fu realizzato in quell’ epoca. Venne terminato solo nel 1801, ma ne circolavano incisioni già due anni prima».

  • Napoleone combatté spesso in prima linea. C’è un episodio, in particolare, che rivela il suo coraggio?
  • «Napoleone non ebbe mai paura della morte, probabilmente perchè credeva nel proprio destino. Durante la campagna d’Italia, si espose sovente al fuoco nemico. Al ponte d’Arcole è incontestabile che correva davanti ai suoi soldati per trascinarli».

Il volume
Le recensioni

I commentari di Napoleone
Il Manifesto, 19/08/2012

Memorie napoleoniche
Pulp Libri, 01/07/2012

Napoleone
www.bol.it, 01/06/2012

Parola di generale
Il Sole 24 ore, 13/05/2012