Fumetto n.83, 10/11/2012, pag.
Pirati, che passione!
Gianni Brunoro

Chissà se ci vorrebbe un intervento del dottor Freud, per dare una corretta interpretazione di un fenomeno ricorrente nella nostra cultura, vale a dire la simpatia di cui gode la figura del pirata. Ciò che porta a differenti ondate una moda di interessi, ora letteraria ora cinematografica. In quest’ultimo settore, per esempio, basterebbe ricordare quel La maledizione della prima luna di Gore Verbinki con Johnny Depp, che a partire dal 2003 ha incontrato un successo tale da scatenare un seguito di sequel, giunti ormai alla quarta puntata. Per non parlare di quante volte, su pirati e corsari, quel genio comico di Benito Jacovitti aveva impostato i suoi racconti a fumetti (molti dei quali raccolti da Stampa Alternativa nel volume Pirati briganti e carambate, 2011), senza contare quanto abbia contribuito lo scorso anno anche il centenario della morte di Emilio Salgari, che ha sollecitato ulteriori riprese editoriali dei suoi cicli sui Corsari e sui Pirati. È in questo fiume di ampia scorrevolezza che si inserisce l’originale iniziativa dell’editore Donzelli di dare anche al lettore italiano un’edizione completa di un libro godibilissimo di Arthur Conan Doyle qual è Storie di pirati, senza dubbio insolito per lui, conosciuto quasi esclusivamente come creatore dell’immortale Sherlock Holmes. Nei cinque racconti di questa che, pur breve, rimane comunque una saga, il protagonista è il crudele capitano Sharkey (il cui nome significa non a caso pressapoco “squalo”), del quale sono raccontate le scorrerie, insieme alla sua ciurma del tutto degna di lui, in partenza dagli inevitabili mari dei Caraibi e delle Antille per andare flagellando gli oceani: che saranno disseminati di arrembaggi, battaglie, duelli e altre azioni efferate e sanguinarie, intese ad arraffare preziosi bottini, seminando il terrore sui vascelli che, malcapitati!, si trovino a incrociarne le rotte rapaci. Al piacere di questa lettura – risalente agli ultimi anni Novanta dell’Ottocento, vale a dire il periodo di maggior splendore della prosa di Conan Doyle – se ne associa uno visualmente impagabile. Si sa di quale straordinaria tradizione illustrativa godano gli Stati Uniti, nella quale fu tra gli altri particolarmente rilucente l’arte di Howard Pyle. Il quale si dedicò ripetutamente all’argomento “pirati”, tanto da stabilire in qualche modo un canone illustrativo per questo soggetto. In effetti, detto qui per inciso, basterebbe l’immagine utilizzata in questo volume sulla copertina, per rendersi conto come il sopra citato Johnny Depp – straordinaria rassomiglianza – si sia ispirato a questo immaginario per i suoi ammiccanti film. Questo volume riproduce undici illustrazioni a colori, oltre a parecchie in bianco e nero sia al tratto sia in altre tecniche, provenienti da una rara e pregiata edizione (1921) dell’Howard Pyle’s Book of Pirates, un volume ricco di tavole sia nel testo sia fuori testo. Soprattutto, è il caso di sottolineare come la presenza di Howard Pyle nelle pubblicazioni italiane sia oltre modo rara, per cui questa edizione risulta titolare di una doppia originalità. Ciò che la rende una chicca imperdibile per qualunque appassionato tanto dell’argomento letterario quanto del settore illustrativo

Il volume
Le recensioni

Pirati, che passione!
Fumetto n.83, 10/11/2012

Temerari dediti al saccheggio
www.mangialibri.com, 04/10/2012

Raccolta di delizie
L'Indice, 01/09/2012

Storie di pirati
Pulp libri, 01/07/2012

Pirati illustrati
www.sololibri.net, 07/05/2012