La Stampa / Tuttolibri, 20/08/2011, pag. I
Scusate ma io sono un orso
Bruno Ventavoli

Un giorno un orso si svegliò dal letargo e invece della solita natura selvaggia si trovò intorno le ciminiere di una fabbrica, con un caporeparto che lo sgridava scambiandolo per lavativo assenteista. L’animalone cercò di spiegare gentile che lui non lavorava perché era un orso. Niente da fare , l’arrogante capetto ringhiò: “Tu non sei un orso, sei un babbeo col cappotto di pelliccia e la barba da tagliare in cerca di scuse per sottrarsi alla catena di montaggio”. Dopo, intervennero altri superiori, persino il presidente sommo della fabbrica, e poi colleghi orsi di zoo e circhi, tutti a ripetere la solita tiritera “…sei solo un babbeo …etc”, fin quasi a convincere il povero orso che non era un orso e avrebbe fatto meglio a sgobbare. Questa magnifica favoletta kafkiana, inno alla libertà e alla mitezza contro la cocciuta arroganza dei tempi moderni, è un graphic novel che si intitola “L’orso che non lo era”. L’ha scritta e disegnata con grazia Frank Tashlin, uno dei primi cartoonist americani, collaboratore anche dei fratelli Marx o di Jerry Lewis, tanto per far capire da che parte dell’universo stava con la sua poetica stralunatezza. Si legge in meno di mezz’ora, me ristora per molto di più, quando è difficile capire se siamo orsi smarriti in un mondo che non funziona o babbei da spennare di oboli per placare i mercati di questa strana estate. L’importante è sapere di essere orsi, e andare in letargo, se serve.

Il volume
Le recensioni

Sono quel che sono
www.atlantideZine.it, 11/10/2011

L'orso in fabbrica
L'Espresso, 30/09/2011

Follie industriali
Internazionale, 23/09/2011

Libri wow
Letto fra noi, 09/09/2011

L'orso va in fabbrica
Le Monde Diplomatique, 01/09/2011

Scusate ma io sono un orso
La Stampa / Tuttolibri, 20/08/2011

Orso buono, uomini cattivi!
www.ventonuovo.eu, 18/08/2011