www.ventonuovo.eu, 18/08/2011, pag.
Orso buono, uomini cattivi!
Elisabetta Bolondi

Frank Tashlin, noto cartoonist americano morto nel 1972, ha lavorato per la Disney e poi è diventato sceneggiatore lavorando per il cinema in proprio; da tale creativa attività ha tratto questo libretto, da lui scritto e illustrato, che è divenuto un film visibile sul web; sarcasmo, comicità, nonsense, sono alla base della piccola storia: un orso bruno, peloso, un po’ ricalcato sul Baloo del Libro della Jungla, buono e ingenuo, vive felice nella foresta e al giungere dell’inverno cerca una caverna dove trascorrere in pace i suoi mesi di letargo; gli uomini però, sempre alla ricerca di habitat naturali da distruggere, di paradisi naturali da violentare, giungono in massa e scavano, segano, abbattono, tagliano fino a costruire una immensa fabbrica, proprio sopra la tana dell’orso addormentato; e qui comincia l’avventura del nostro amico, che viene scambiato per un lavoratore della fabbrica poco efficiente, e costretto a lavorare ad una linea di montaggio perché nessuno crede alla sua vera identità: né gli orsi dello zoo, né quelli del circo. I dirigenti della fabbrica, la loro miope burocrazia gerarchica, sono invece convinti che l’orso sia un operaio lavativo “con il cappotto di pelliccia e la barba da tagliare”, tanto che anche lui, alla fine se ne convince. I disegni che illustrano la storia sono deliziosi, fanno pensare immediatamente a Charlie Chaplin alle prese con la fabbrica nel celebre “Tempi moderni”. L’ironia che pervade tutto il racconto è sottile: si parla di identità, di sfruttamento, di sopraffazione, di critica al fordismo americano con garbo, con gentilezza, con un tocco di leggerezza che ci fa accettare come una favola la metafora dell’oppressione delle minoranze, lo sfruttamento che il capitalismo ha operato su intere popolazioni, solo perché più deboli e diverse. Molto creativa la veste grafica con cui il libro è pubblicato: i disegni dell’autore sono riprodotti spesso a pagina intera, mentre le lettere enormi ricoprono intere pagine oppure sono relegate a mere didascalie, per far spazio al tratto grafico di grande efficacia comunicativa. Un libro che sembra destinato ai piccoli, me non lo è!

Il volume
Le recensioni

Sono quel che sono
www.atlantideZine.it, 11/10/2011

L'orso in fabbrica
L'Espresso, 30/09/2011

Follie industriali
Internazionale, 23/09/2011

Libri wow
Letto fra noi, 09/09/2011

L'orso va in fabbrica
Le Monde Diplomatique, 01/09/2011

Scusate ma io sono un orso
La Stampa / Tuttolibri, 20/08/2011

Orso buono, uomini cattivi!
www.ventonuovo.eu, 18/08/2011