Poesia2punto0, 13/01/2011, pag.
Due letture
Giulio Marzaioli

L’impressione (a caldo) scaturita dalla lettura delle ultime prove di Marco Giovenale è che ci troviamo in presenza di una scrittura (fredda, per definizione dello stesso autore) a due voci. Usciti di recente (settembre 2010) e quasi contestualmente, Shelter (Donzelli) e Quasi tutti (Polìmata) offrono infatti, per mano dello stesso autore, testimonianza di due diverse intenzioni. Shelter presenta al lettore un corpus di testi (scritti tra il 2003 e il 2009) che rientrano in un solco nel quale devono citarsi – oltre a La casa esposta (Le lettere) – almeno altri tre titoli, andando a ritroso nel tempo: Criterio dei vetri (Oedipus), Il segno meno (Manni), Curvature (La Camera Verde). Shelter (in inglese “riparo”), a differenza de La casa esposta in cui una architettura molto pensata ed un percorso interno lineare rendono opportuna una lettura sequenziale, presenta una rassegna di ritratti la cui autonomia è sottolineata dall’autore stesso che ad apertura delle varie sezioni pone il medesimo titolo: clinica 1. La lettura può quindi iniziare da un punto qualsiasi del libro e proseguire in qualsiasi direzione. Ad essere rappresentata è una varietà di casi il cui tratto omogeneo è costituito dalla malattia (rifugio e condanna, allo stesso tempo); una malattia (o vecchiaia o disagio) non occasionale, non episodica, bensì assunta a stato permanente dell’esistenza e che si configura ad un tempo come allegoria dell’esistenza stessa. In questo caso (a differenza di altra e celebre serie ospedaliera, in cui nel linguaggio frantumato di Amelia Rosselli si restituisce al lettore la somma di frammenti in cui il corpo è ridotto dalla malattia) non assistiamo allo sfasamento rispetto ad un grado iniziale (la salute) né al distacco delle parti da un tutto (il corpo, inteso in senso lato anche come corpo/linguaggio), bensì alla sospensione della propria temporalità rispetto al tempo della propria esistenza (qui lo sfasamento e il distacco). Uno stato che pone continuamente di fronte ad un bivio (molti testi si chiudono con l’indicazione di un’alternativa), ad una scelta dentro/fuori lo stato clinico che tuttavia non viene mai adottata, riportandosi così la lettura al precedente verso o al precedente paragrafo (nelle prose, che in questo caso non costituiscono una diversa soluzione stilistica rispetto ai versi ma semplicemente una diversa forma dello stesso codice linguistico, della medesima sintassi) e che, insomma, non sembra poter trovare esito, costringendo ad una dimensione patologica in cui – ci suggerisce Giovenale senza troppi infingimenti – siamo tutti costretti, indipendentemente dallo stato di salute. Si rende conto, in questa visione, di varie prospettive inquadrate da postazione fissa e attraversate prevalentemente nell’aspetto della percezione (come la malattia e l’immobilità mutano la percezione del mondo esterno e della propria collocazione al suo interno). Un libro omogeneo, quindi, che rivela un’esperienza diretta dell’autore a contatto con quei letti, con quelle fissità, ma che tuttavia non cede né ad una deriva da caratterista (non siamo in presenza di una serie di personaggi) né alla tentazione dell’immedesimazione (si riportano quelle esperienze, sebbene viste attraverso la propria lente di ingrandimento) e che, in conclusione, si può leggere come negazione del titolo (nel bianco il nero e viceversa) con il quale si presenta al pubblico. Rifugio (shelter) – non rifugio, impossibilità di trovare riparo (l’igloo di Mario Merz, in foto, se nelle intenzioni vuole rappresentare la spirale come legge strutturale della natura – in chiave abitativa, tuttavia pare contenere la stessa ambiguità del rapporto tra dimensione interna ed esterna, un’allegoria dello shelter così come viene configurato nella scrittura di Giovenale).

Il volume
Le recensioni

Recensione a Shelter
Puntio critico, 15/06/2012

Lo sdegno del presente
www.mangialibri.com, 25/09/2011

Tempi brevi
www.lospazioesposto.wordpress.com, 25/09/2011

Un fluire dell'intelligenza
www.mangialibri.com, 19/09/2011

La poesia materica
Pulp, 02/05/2011

Il tema del "riparo"
Il Mattino, 11/03/2011

Marco Giovenale, clinica e pathos freddo
Il Manifesto - Alias, 12/02/2011

Shelter
Aventi, 27/01/2011

Due letture
Poesia2punto0, 13/01/2011

In versi
L'Unità, 07/11/2010

Poesia come rifugio
La voce di Romagna, 04/10/2010