Il Tirreno, 14/11/2010, pag. 21
Snoopy e il segreto per costruire un mondo migliore
Paola Taddeucci

LUCCA. La testa di Charlie Brown come un ritratto di Raffaello o una scultura di Rodin. E Snoopy al pari di un ballerino di Pina Bausch. Paragoni azzardati? Non per Simona Bassano di Tufillo, autrice di una delle rare monografie mai scritte sui Peanuts, le celebri strisce di Charles Schulz. I 60 anni del fumetto più famoso al mondo - fu pubblicato per la prima volta sulla stampa quotidiana statunitense il 2 ottobre 1950 - sono stati celebrati in questi giorni con diverse iniziative a Lucca Comics. Ma Bassano di Tufillo ha voluto rendergli un omaggio particolare con il libro “Piccola storia dei Peanuts”, edito da Donzelli. Piu’ di un’opera d’arte. A dispetto del titolo, non è un volume piccolo né in quantità né in qualità. Alla luce delle teorie estetiche, filosofiche e semiologiche e quindi con molti rimandi alla letteratura e alla storia dell’arte, l’autrice - fumettista a sua volta con il nome d’arte Sbadituf, due lauree in grafica e in arti visive - dimostra come quella di Schulz sia non solo un’opera d’arte, ma anche un insegnamento per la vita. “Viaggiando con Snoopy su una cuccia - scrive la Bassano - Schulz ha rivoluzionato il fumetto introducendovi la sua poetica semplice e straordinaria e i suoi indimenticabili eroi. Ma ha fatto molto di più: con i Peanuts è entrato nell’immaginario collettivo di mezzo mondo, migliorandolo. Non è solo un maestro d’arte, è un maestro di vita”. Secondo l’autrice, infatti, in quel mondo minimale disegnato da Schulz sono racchiuse le istruzioni per riuscire a superare la paura del diverso: apritevi, fidatevi, persino di chi non se lo merita. “Che può succedervi di peggio - scrive - di quanto non sia già accaduto a Charlie Brown? Se è sopravvissuto lui ai ragazzini del vicinato, al suo cane strambo, alle infinite partite perse, alle delusioni, allo stramazzare ogni anno all’appuntamento con Lucy per il calcio piazzato, possiamo farlo anche noi, no? Charlie Brown non è Superman: è solo un bambino qualunque”. Un messaggio ecumenico. Quindi, per la Bassano, tutto è diverso dopo aver letto i Peanuts. Tutto appare più chiaro, più semplice, libero da inutili orpelli. E come siamo comici, tutti, chiusi nel nostro microcosmo, quanto entriamo in relazione con gli altri. Basti pensare alle facce perplesse, attonite, basite - rese mirabilmente da Schulz con pochi, essenziali tratti - che fanno i personaggi dei Peanuts quando l’altro parla, o fa qualcosa. “E’ in quello stupore per la diversità del prossimo - prosegue l’autrice - che si snoda la loro poetica”. Per la Bassano, dunque, Schultz ci ha regalato un’opera corale, basata come nessun’altra sulla socialità, sulla relazione, sul senso dell’individualismo come ricchezza della comunità e dove l’odio, l’intolleranza e la chiusura sono solo qualcosa di cui ridere, che durano lo spazio di una manciata di vignette per finire in un abbraccio, in un bacio, in un ballo. Numeri record. Forse è proprio in virtù di questo messaggio universale che i Peanuts hanno avuto un successo senza pari, che ancora oggi genera un fatturato, compreso merchandising e pubblicità, di circa 2 miliardi di dollari l’anno. Una vera e propria macchina da guerra capitalistica, così la chiama l’autrice, combattuta a suon di gadget, film d’animazione e numeri record di pubblicazioni tradotte in tutto il mondo. “Ma ciò non altera - suggerisce la Bassano - il rigore morale del suo autore, né impedisce a Charlie Brown e compagni di farsi portatori di una caparbia e rigorosa bioetica, di profondità e lungimiranza inaspettate”. Non a caso la fama dei Peanuts si può definire addirittura interplanetaria visto che, durante la prima circumnavigazione attorno alla Luna nel 1969, gli astronauti dell’Apollo 10 battezzarono Charlie Brown e Snoopy le loro navicelle spaziali. La coperta di Linus. C’è un termine, tuttavia, che più di ogni altro spiega il successo delle Noccioline: la security blanket, diventata in italiano la coperta di Linus. Dal 1970 - ricorda la Bassano - questa definizione è ufficialmente entrata nel Dizionario americano, anche se già da molto prima era diventata un termine comune del lessico, medico-psichiatrico e non, su e giù per il globo. Ma nel linguaggio comune sono entrate anche tante frasi dei personaggi di Schulz: tra tutte, l’incipit del romanzo di Snoopy “Era una notte buia e tempestosa”, le caustiche risposte di Lucy dietro al suo banchetto psichiatrico o le spiazzanti considerazioni di Sally. Un bracchetto nella storia dell’arte. Snoopy e i suoi amici bambini non sfigurano nemmeno nel firmamento dell’arte più alta, sia letteraria sia figurativa. Ne è estremamente convinta l’autrice, che non esita a definire i Peanuts come tanti piccoli Don Chisciotte, per il loro parlare a foglie, coperte e case come a mulini a vento personificati e per il loro humour leggerissimo, sottile e raffinato, che a volte si mescola con la malinconia e che, in vari modi, ricorda il capolavoro di Cervantes. Ma la Bassano mette in ballo altri grandissimi, oltre a Rodin e Raffaello: l’uccellino Woodstock, per esempio, a suo giudizio ha le stesse poche linee evocative di Klee e i sogni di Snoopy sono veri e propri racconti simbolici, come le tele di Basquiat e Mirò.

Il volume
Le recensioni

Vite di carta
Il Mucchio Selvaggio, 01/02/2011

I racconti di Simona
Il Messaggero, 08/11/2010

Buon compleanno Peanuts!
Il Fatto Quotidiano, 30/09/2010

Viaggio nel pianeta Snoopy
L'Espresso, 17/09/2010

In 25 parole
Corriere della Sera, 16/09/2010

Meglio un cane amico
Il Manifesto, 11/09/2010

Snoopy tra Bergson e Mcluhan
L'Unità, 09/09/2010

Peanuts
Internazionale, 20/08/2010