PULP, 01/09/2010, pag. 31
Il linguaggio come modo di stare al mondo
Stefano Raimondi
Quando il linguaggio diventa un modo di stare al mondo, il segno interpretativo del reale che invade in ogni punto, ecco che la poesia diventa la sostanza di un respiro, l’efficacia di uno sguardo: l’impronta indelebile di una verità. E’ con questo spirito che la canadese Anne Carson (1950) guarda/approva il suo passare per il mondo, lasciando che le tracce si vadano a inscrivere nella visibilità del dettato poetico e nella visionarietà della riflessione filosofica. Qui però, bisogna precisarlo, “Antropologia dell’acqua” non è né un libro di filosofia, né una raccolta di poesia e neppure un diario di viaggio, ma è tutto questo insieme. Un peregrinare tra la mappatura estetica di una scrittura fluente e una rigorosa/kafkiana incerta franchezza, che la fa essere una delle scrittrici contemporanee più originali. Poetessa, saggista e traduttrice insegna Letteratura greca e Letterature comparate all’Università del Michigan e la sua operatività scritturale si sta facendo largo anche tra le migliori pensatrici d’oggi. “Antropologia dell’acqua” è un libro che fa perdere le coordinate dell’orientamento ma che costringe a ritrovarsi; un testo che si fa canto e pensiero insieme; una scrittura che fa della sua armonia e chiarezza , un “lago” d’esperienza che accoglie in sé una serie di materia/materiali depositati/sfuggiti da un’attenzione posta sempre in osservazione, colta come l’ultimo sguardo del nuotatore, quando immerge il capo nella seconda bracciata. Lo spazio/corpo, i luoghi/passioni, i tragitti/amori sono le amplificazioni di una realtà ricercata a furia di ospitalità e di disponibilità alla luce, dove i generi – che qui si intrecciano come trame di uno stesso ordito – fanno da fondale a uno scorrere continuo e generante. La parola della Carson è sapienziale/battesimale per sottrazione e antica/mnemonica per stratificazione, diventando dialogante proprio là dove l’Io/Qui e il Tu/Altrove , sono elevati al bene di un incontro, alla scoperta antropologica dell’Altro da sé, che si e ti rivela parte di un insieme al quale appartenere: immergersi.

Galatea, 01/03/2011

PULP, 01/09/2010

L'Unità, 01/08/2010

www.booksblog.it, 27/07/2010

Il Manifesto, 17/07/2010

