Leggendaria n.89, 01/09/2011, pag. 49
La doce vita di Adele
Nadia Tarantini

Lei che ha fatto La dolce vita. Lei che ha strappato il velo delle seduzioni di una agiata esistenza provinciale. Lei che ha conosciuto questo mondo e quest’altro ed è rimasta intatta nella sua ingenuità. Lei che ha praticato un mestiere in disuso – il giornalismo di chi va dove avvengono le cose, le scruta e le indaga, ci mette il corpo con lo sguardo e le sensazioni tattili., uditive e gustativo olfattive. Lei che sembra una giovinetta ma ha passato diversi anta e riesce ancora a parlare di sesso e d’amore come fosse la prima volta. Trasuda autorizzazione femminile e voglia di imitarla questa autobiografia di Adele Cambria. Scritta come un labirinto di rimandi , in un flusso di coscienza che per forza di cose lascia continuamente l’ordine cronologico per approdare all’ordine interiore. L’impressione, mentre si legge, è di stare su un divano insieme a lei, a chiacchierare. Ma poi il racconto si solleva e attinge immagini e parole da romanzo. Il romanzo di una vita professionale. Perché anche i molti riferimenti personali sono tutti racchiusi nel “mestiere”, inseguito da Cambria attraverso passioni e tentennamenti , delusioni e riconoscimenti. Si comincia dall’oggi (Unità, 2009) e si salta, per collegamenti da pensiero analogico più che razionale, al passato più lontano (Paese Sera di Fausto Coen , 1962) e a tutti i passaggi intermedi (Il Giorno, La Stampa, Il Messaggero….e molti altri luoghi di scrittura, compresa la tv). Eppure il filo c’è ed è ben solido, sta in quel titolo orgoglioso , Nove dimissioni e mezzo e si sostanzia nella materia del sottotitolo:”Le guerre quotidiane di una giornalista ribelle”. Sarà stato proprio così? Ogni episodio tramato corrisponde a precisi dati di realtà? Nessun abbellimento, frutto della nostalgia dei ricordi, di quel minimo di auto-compiacimento che una carriere così brillante e prolungata indurrebbe per sua natura? Anche dove fosse prevalsa la scrittrice Cambria - che ha pubblicato svariati libri – rispetto alla cronista Adele , la ricchezza delle storie narrate meriterebbe gratitudine. Non è da tute, perdere così tanto tempo per lasciarci una testimonianza forte di imprenditorialità personale, andare a ripescare lettere e documenti per riportare fatti che hanno segnato la storia del nostro paese – politica e sociale – e non solo mondana, ambito nel quale Cambria, soprattutto all’inizio, fu più utilizzata dagli editori. Lei che ha conosciuto Sartre ed Enrico Mattei, che ha collaborato con Pasolini e Fellini, che ha raccolto le confidenze di Soraya la Principessa triste, icona della nostra adolescenza, che ha cenato con Alberto Moravia ed Elsa Morante. Lei che ha fatto il femminismo e ha fondato il teatro La Maddalena. Una preziosa agenda ricostruita perla a perla, cinquant’anni d’Italia e di donne. Donne guerriere, dallo sguardo che va oltre. Come lei

Il volume
Le recensioni

La doce vita di Adele
Leggendaria n.89, 01/09/2011

Adele e il puzzle della memoria
Il Fatto Quotidiano, 26/10/2010

L'autobiografia di Adele Cambria
Leggere Tutti, 01/09/2010

Adele Cambria, collezione di addii
Il Fatto Quotidiano, 20/07/2010

La giornalista ribelle
Left, 16/07/2010

Presentazione di "Nove dimissioni e mezzo"
IGN Portale ADNkronos, 15/06/2010

Piccola Posta
Il Foglio Quotidiano, 15/06/2010