Nigrizia, 01/10/2010, pag. 77
Uno sport di razza
Ismail Alì Farah

"Non esistono negri italiani": è solo il più noto degli slogan cha hanno accompagnato Mario Balotelli, calciatore di origine ghaneana, durante le scorse stagioni di campionato. Mauro Valeri, sociologo, responsabile dell'Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio, lo cita come uno dei casi più emblematici per spiegare il razzismo, anche istituzionale, che avvolge il mondo del calcio italiano. Valeri ne riscopre le radici profonde e lo fa passando in rassegna i campionati degli ultimi dieci anni. Oltre 500 episodi di discriminazione analizzati attraverso le sentenze dei giudici sportivi e le dichiarazioni di calciatori, allenatori, dirigenti e politici rilasciate alla stampa. Ne emerge un quadro disarmante: multe di poche migliaia di euro alle società e una raccolta di dichiarazioni tese a minimizzare gli insulti delle tifoserie. C'è voluta la figuraccia degli ultimi mondiali perchè l'Italia arrivasse a rompere all'ultimo tabù: un nero italiano in Nazionale. Balotelli , infine, è stato convocato. "Prima di andare a letto, ho acceso una sigaretta e sono andato a fumarla sul patio. Alzai lo sguardo al cielo, la luna mi è sembrata più grande. Mi sono sentito stanco e felice, ma soprattutto innamorato di questo posto".

Il volume
Le recensioni

Uno sport di razza
Nigrizia, 01/10/2010

Ma il vero ultras non può essere razzista
Il Secolo d'Italia, 22/09/2010

Il calcio in tribunale
Internazionale , 23/07/2010

Dieci anni di razzismo nle calcio italiano
www.panorama.it libri, 14/07/2010